15/05/2024

Le diversità linguistiche sono un patrimonio culturale. In Friuli Venezia Giulia si utilizzano quattro lingue ufficialmente riconosciute: oltre all’italiano, c’è lo sloveno, il tedesco e il friulano. Grazie all’Arlef (Agenzia Regionale per la Lingua friulana), le iniziative in friulano si susseguono senza soluzione di continuità. D’altro canto non credo esista un ARLS (per lo sloveno), un ARLT (per il tedesco) e tanto meno un ARLT (triestino), ARLG (gradese), un ARLB (bisiacco) e tanti altri, in quanto considerati dialetti sebbene conservino peculiarità simili. La differenza tra un dialetto e una lingua si può evincere considerando tre fattori: Se c’è mutua intelligibilità, ossia se due parlanti di località diverse si capiscono tra loro quando parlano, siamo sicuramente di fronte a due dialetti della medesima lingua (prendi un palermitano e un tolmezzino per esempio); se più dell’80% delle parole di uso comune impiegate dai due parlanti sono le stesse, anche se pronunciate in modo differente, i due idiomi sono dialetti della stessa lingua (riconsidera l’esempio precedente); se due parlanti utilizzano le stesse regole grammaticali per esprimersi, parlano due dialetti della stessa lingua. Insomma, se un idioma ha regole grammaticali proprie, un vocabolario di uso quotidiano tipico e non è facilmente comprensibile per chi non lo conosce, significa che è una lingua. Altrimenti è un dialetto di una lingua. 

Innegabile quindi che il friulano sia una lingua, anche se a sua volta andrebbero distinti molteplici dialetti del friulano che poco si somigliano, come il pordenonese, il latisanese o il tarvisiano che quasi nulla hanno a che spartire con l’udinese. Però rimane il dubbio se non vi siano ulteriori lingue, tra quelle parlate in Friuli Venezia Giulia, che dovrebbero essere considerate tali e con pari diritti di diffusione. 

L’opera che l’Arlef svolge a favore del friulano è assolutamente meritoria e l’ultimo prodotto presentato è incredibilmente bello e utile allo scopo. Si tratta di un sito web (che in periodo di pandemia è l’ambiente più frequentato) dedicato ai bambini. WWW.GHITI.IT  è un contenitore di giochi e cartoni animati per i più piccoli, assolutamente sicuro e controllabile dai tutori (genitori o docenti che siano).

Solo l’assessore regionale all’Istruzione, Alessia Rosolen, poteva collegare il festeggiamento del 17 marzo dell’unità d’Italia, con gli interventi a sostegno della lingua friulana, considerandola parte del nostro patrimonio culturale. Chi conosce quali sono le sue radici e qual è la cultura da cui proviene, ha basi solide per il confronto e l’apertura verso altre identità. Anche l’assessore Rosolen era presente alla conferenza stampa (che un tempo avremmo definito virtuale, ma oggi è consuetudine) via web, con il presidente Arlef Eros Cisilino e Fulvio Romanini di Ensoul Srl che ha realizzato il sito web. 

Educare, divertendo, si può! Il progetto (www.ghiti.it), che prevede anche la creazione delle pagine social dedicate, è stato pensato con una particolare attenzione a inclusione e accessibilità, destinato ai bambini dai 3 ai 10 anni, ma anche ai loro genitori.

Si rivolge non solo a chi già conosce la marilenghe, ma anche a coloro che non parlano friulano e vorrebbero impararlo. Per loro è stata implementata la “modalità esplorazione” che permette di navigare in friulano, ma vedendo al contempo la traduzione italiana di alcune funzioni. 

L’interfaccia è semplice, immediata e intuitiva e la curiosità viene incoraggiata con micro interazioni, suoni e meccanismi esplorativi. Ghiti non è solo il nome del sito, ma anche il protagonista del progetto: un animaletto che assomiglia a un riccio i cui aculei non pungono, ma fanno solletico, appunto! Indiscusso “Cicerone” della navigazione, è circondato da amici (Crot, Ruie, Ors, Acuile, Pufe, Bolp, Surîs, Sghirate, Cocâl, Sarpint e Stele, una bimba) che accompagnano nella navigazione, caratterizzano le aree tematiche e aiutano i più piccoli a orientarsi.

Capitolo a parte è quello dell’accessibilità: il portale è stato sviluppato secondo linee guida cromatiche e tipografiche inclusive (si pensi al menù, che può essere spostato per facilitare i mancini); è accessibile a utenti portatori di disabilità quali daltonismo e dislessia (c’è la funzione per l’alto contrasto e per modificare il testo in Biancoenero©, font ad alta leggibilità che ha superato i test di accessibilità); in più è dotato di audio. Importante sottolineare, poi, che lo scopo di questo progetto non è mantenere i bambini davanti allo schermo il più a lungo possibile. Al contrario, è lo stesso sito a interromperne la fruizione, ogni 30 minuti.

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