11/06/2024

Entro la fine dell’anno sarà predisposto il nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani: lo ha anticipato l’assessore Fvg a Difesa dell’ambiente e Sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro, ai consiglieri della IV Commissione, presieduta da Mara Piccin (FI), in occasione dell’audizione sulla gestione del servizio di raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti in Friuli Venezia Giulia richiesta in primis da Cristian Sergo con i colleghi del Movimento 5 Stelle.

“Il Piano attuale è del 2012 – aveva fatto sapere lo stesso Sergo, intervenendo in apertura – e dopo un avvio di aggiornamento nel 2018 e la presentazione del progetto, non se n’è saputo più nulla. Ci sono degli aspetti da colmare, prima di approvarlo definitivamente, visto che siamo in controtendenza quanto a produzione: infatti si segnala un aumento dei quantitativi generali (da 562mila tonnellate del 2015 a 603mila nel 2019), mentre il Piano afferma che dovrebbero essere ridotti.

Anche quanto a raccolta differenziata (Rd), la percentuale complessiva è del 67%, ma il dato è falsato dalla provincia di Trieste, che registra appena il 44%. Ecco che un aspetto importante potrebbe essere l’applicazione della tariffa puntuale, oggi applicata da 38 Comuni su 215″.

Le richieste dei consiglieri si sono quindi rivolte a comprendere perchè vi sia una simile disparità tra la Rd nel capoluogo regionale rispetto al resto del territorio, chiesto in primis da Nicola Conficoni (Pd), che ha evidenziato come Brescia, città di pari abitanti di Trieste, superi il 70% di Rd, e ha poi chiesto se vi siano incentivi per l’utilizzo dei pannolini lavabili rispetto a quelli usa e getta.

Furio Honsell (Open Fvg) ha aggiunto una critica sulla poca attenzione all’effettivo riciclo del rifiuto, argomento sollevato anche da Mariagrazia Santoro (Pd), che ha poi affermato che “un fattore fondamentale su cui è necessario intervenire è quello dell’autosufficienza regionale in termini di impianti, tema collegato alle nuove autorizzazioni da parte della Regione”.

Tiziano Centis (Citt) ha chiesto se vi sono incentivi nell’aiutare gli ex capoluoghi di Provincia dove la gestione di cassonetti di rifiuti differenziati può essere ostacolata dalla carenza di spazi, così come se c’è una spinta da parte della Regione alla rottamazione dei mezzi di trasporto dei rifiuti verso mezzi eco-compatibili, visto oltretutto che a Maniago si produce biometano.

Elia Miani (Lega), auspicando autonomia e razionalizzazione degli impianti sul territorio, ha reso noto di essere “per il gestore unico in tutta la regione per consentire un servizio più efficiente ai cittadini anche garantendo maggiori controlli sul conferimento dei rifiuti.

“Autonomia e razionalizzazione degli impianti sul territorio” è quanto ha auspicato anche Lorenzo Tosolini (Lega), assieme a “una migliore gestione dell’organizzazione del personale e la valorizzazione della qualità del rifiuto.Il Consigliere ha parlato di ottimi risultati nella raccolta porta a porta.

Pure per Massimo Moretuzzo (Patto) si deve puntare a una “razionalizzazione del sistema, che deve restare totalmente pubblico, con la gestione in house”. Ha poi chiesto se vi siano aggiornamenti del decreto legislativo 116 del 2020, che recepisce le direttive europee note come Pacchetto economia circolare, in particolare sullo smaltimento degli inerti.

Sergo ha quindi evidenziato l’importanza di avere un quadro complessivo su appalti e subappalti nel settore, una disamina sulla tariffa puntuale applicata nei 38 Comuni della regione per capire se vi siano esiti differenti, così come sul numero degli impianti di smaltimento e delle discariche, perchè il loro eccesso comporta una ricerca di rifiuti fuori regione, con conseguenti problemi ambientali e di trasporto. Infine, ha chiesto come mai della produzione di biometano a Maniago non sia

a conoscenza l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e perchè nella legge SviluppoImpresa non vi sia cenno della filiera dei rifiuti.

In fase di replica, Scoccimarro ha chiarito che la questione Trieste è un problema di non facile soluzione ma è stato affrontato con gestore e Comune. Per quanto riguarda i pannolini, c’è una ditta resasi disponibile a fare da capofila per il recupero della loro cellulosa, così come si avvierà una raccolta particolare per le cialde di caffè. Quanto alle discariche, “c’è ancora spazio per le speciali, mentre le urbane è vero che sono tante, ma seguono un sistema di rete e non si possono chiudere aziende funzionanti e regolarmente autorizzate solo perchè si registrano arrivi di rifiuti da fuori regione”.

Sulla questione del riciclo, è stato detto che oggi i sobballi (gli scarti) finiscono nella discarica di Cordenons e dunque non sono trattati. Della parte indifferenziata, poco più del 50% finisce nel termovalorizzatore di Trieste e il resto diventa combustibile solido secondario, di cui solo una piccola parte finisce nei cementifici della regione mentre quasi tutto va fuori territorio, anche all’estero.

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