19/05/2024

Tre milioni di euro risparmiati grazie alla fusione fra Cafc e Carniacque: questa la proiezione resa nota dal direttore generale di Cafc, Massimo Battiston, in occasione di un recente incontro in Carnia, con i vertici di Carniacque, i componenti del controllo analogo di Cafc e Carniacque, e i rispettivi cda. Dopo la fusione, CAFC si collocherà fra i primi dieci players gestori di utilities del Servizio Idrico Integrato in Italia, con modello in house providing mono-servizio. La società nata dalla fusione, per valore della produzione e risultati economici, si colloca tra le prime 100 aziende dell’intera Regione FVG. Questi i dati sui risparmi inseriti nel piano industriale, a dimostrazione dell’alta valenza industriale dell’operazione che consente sinergie organizzative con un impatto immediato sui costi operativi: nel 2017 saranno pari a 886.000 euro, mentre nel 2018 saranno 1.027.000 e 1.168000 euro nel 2019.  Carniacque si muove su ricavi pari a 6-7 milioni di euro, quindi si tratta del 10-11 per cento di risparmi sui ricavi; percentuale che sale al 15% stando alle proiezioni 2018-2019. CAFC è stato scelto quale Gestore Unico d’Ambito della CATO Centrale Friuli e si consoliderà come gestore del Servizio idrico integrato di maggior dimensione territoriale ed economica della Regione FVG.

Grazie alla fusione si gestiranno in modo efficace ed efficiente il Servizio Idrico Integrato e si investirà nell’infrastrutturazione idrica sul territorio di 123 comuni e nelle zone industriali ZIAC (zona industriale Aussa Corno compreso il polo chimico di Torviscosa), ZIU (zona industriale udinese), CIFAP (zona industriale Osoppo-Buja), Cosilt e Polo cartario di Tolmezzo e nelle altre zone industriali locali. Al centro del dibattito anche il sistema tariffario che prevede, a livello nazionale, la prospettiva dell’applicazione di una tariffa unica nell’intero ambito (ciò significa che l’utente di Tarvisio pagherà come l’utente di Lignano). Tutto dipenderà dalla proposta in sede di Consulta d’ambito e previa approvazione da parte dell’Autorità nazionale di gas, energia elettrica e servizio idrico. Nei patti fra CAFC e Carniacque si è previsto che se nella nostra Regione si individuerà un sub-ambito montano con tariffe più agevolate, queste scelte non verranno ostacolate. Il piano industriale individuato prevede, fra l’altro, la possibilità di restituzione ai Comuni dei debiti contratti da Carniacque nei confronti degli enti locali: si tratta di un piano di rientro che prende il via nel 2017 e si concluderà nel 2021.

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