23/10/2021

Di Marco Mascioli    

Un periodo davvero tremendo che vede sommarsi i provvedimenti per il contenimento del contagio da Covid 19 agli eventi terroristici che si avvicinano sempre più. Sentire terminologie da conflitti con l’esplosione del contagio, virus violento, il coprifuoco, lo stato d’emergenza, il nemico, l’aggressore, l’invasore, da distruggere prima che ci uccida, focolaio, zona rossa, essere positivo spaventa, mentre essere negativo rassicura. Grazie alle principali testate giornalistiche è più importante rimanere aggiornati sulle elezioni in America, sul Corona virus che sugli attentati con morti in Francia e in Austria, che lasciano il tempo che trovano, forse perché la statistica non rileva quei morti? 

Lo stillicidio è continuo, con decreti legge, leggi delega, l’uso e l’abuso del voto di fiducia, ma soprattutto il ricorso extra ordinem ai decreti del presidente del Consiglio (a prescindere dall’incostituzionalità, trattandosi di limitare libertà fondamentali). L’ultima sottigliezza riguarda lo slittamento dell’entrata in vigore: il decreto è stato firmato il 3 novembre, pubblicato il giorno dopo, ma non più il giorno seguente la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, bensì due giorni dopo, anche se solo su concessione verbale del magnanimo presidente Conte. 

La confusione delle idee e i cambiamenti dell’ultimo secondo hanno portato lo stesso presidente del Consiglio dei Ministri a sbagliare di leggere l’ora del coprifuoco dicendo, in diretta nazionale su buona parte delle emittenti televisive, che sarebbe iniziato alle 21, mentre il testualmente erano riportate le 22. 

Da alcuni giorni circolavano mappe e anticipazioni sul contenuto di quanto doveva ancora essere scritto, con televisioni, giornali e personaggi da social network sovvenzionati dallo Stato, continuavano a sparare cretinate inutili bevute da molti che poi hanno ancora il coraggio di parlare e insegnare, dopo essere stati smentiti dal decreto stesso, abbiamo visto alcune regioni cambiare colore con la velocità e l’approssimazione di un bambino prima dell’iscrizione alle primarie, quando colora entro gli spazi vuoti. 

A proposito di scuola, vorrei far presente al presidente Conte e tutti i suoi ministri, consiglieri e membri dei comitati scientifici superpagati che dal 2003, anno della Riforma Moratti (riferita a Letizia Maria Brichetto Arnaboldi, vedova Moratti, che ricordiamo come prima donna a essere nominata presidente della RAI e la prima donna ad aver ricoperto la carica di Sindaco di Milano) il termine corretto in Italia per gli istituti scolastici è Scuole Primarie e Secondarie. Quest’ultime, a loro volta, sono suddivise in Secondarie di primo e secondo grado. Forse proprio il loro linguaggio, consono a periodi di guerra e la gestione solitaria del Paese, li fa tornare indietro a quando si parlava di scuole elementari e medie. Chissà se riapparirà il sussidiario unico in cui si narrerà delle prodezze protettive e salvifiche, adottate nel lontano 2020 dall’adorato Giuseppe Conte e i suoi fedeli.  

Destinato a vivere di rendita sulla stessa paura creata dal perpetuarsi dello stato di emergenza, con una onnipervasiva e ossessiva campagna mediatica che lo segue in ogni sua esternazione, rendendolo “uomo della provvidenza”, ha finito per ridurre il Parlamento a mero organo di ratifica di decisioni da lui già preconfezionate.  

Utilizzare il colore verde in una mappa che ha lo scopo di terrorizzare sarebbe stato davvero fuori luogo, così appena in tempo per smentire i più affezionati che mantengono una distanza utile per raggiungere il presidente con la lingua virtuale costretta sotto le mascherine, il Friuli Venezia Giulia è passato dal verde all’arancio, prima di diventare giallognolo.

Grazie agli illuminati governanti, ai loro amici scienziati, ai medici dei più blasonati nosocomi e alle frementi aziende farmaceutiche, non sappiamo nulla di concreto per quanto riguarda la cura e il vaccino per il Covid, ma in compenso conosciamo sempre meglio le sue peculiarità. Il virus sta crescendo, migliora sempre più il suo status e il livello culturale, assumendo comportamenti elitari che possiamo evincere dalla lettura approfondita dei vincoli imposti dal nuovo DPCM. 

Già il nome assegnatogli dovrebbe lasciar dedurre la sua natura regale: CORONA virus. Esso frequenta musei, teatri, cinema, sale da concerto, prendendo l’aperitivo solo dopo le 18; cena al ristorante, ma raramente va al bar durante il giorno ed eventualmente vola alto (quindi rimanendo seduti al tavolo non lo incontreremo mai); trascorre la notte in discoteca o al night; il fine settimana lo trascorre principalmente in fiere, feste o sagre paesane, quando non è nei centri commerciali; cerca di mantenersi in forma frequentando la palestra e la piscina; ormai è grandicello per cui è iscritto alle secondarie e nemmeno al primo anno; non ci tiene molto all’estetica, per cui non va dal parrucchiere e nemmeno dall’estetista; per fare la spesa va al mercato, non andrebbe mai in un supermarket o negozio d’alimentari; non fuma sigarette, non compra medicinali e nemmeno capi d’abbigliamento. Dicono che per Natale tornerà al suo paese, per cui tranquilli che, come ci hanno insegnato, “ANDRA’ TUTTO BENE”. 

Avremmo voluto intervistare qualche commerciante, artista, ristoratore o istruttore, ma le frasi e i commenti riferiti al DPCM e al suo autore non sono state ritenute adatte alla pubblicazione. 

Share Button

Comments are closed.

Cheap Tents On Trucks Bird Watching Wildlife Photography Outdoor Hunting Camouflage 2 to 3 Person Hide Pop UP Tent Pop Up Play Dinosaur Tent for Kids Realistic Design Kids Tent Indoor Games House Toys House For Children