28/02/2024

Realizzazione della variante per trasferire il traffico lungo la SR352 fuori dal centro storico, dotazione dell’infrastruttura di fibra ottica a copertura di tutta la località, realizzazione dell’ufficio unico per la gestione degli appalti, trasferimento del Museo Archeologico dal Mibact alla Fondazione. Sono i quattro capisaldi della programmazione regionale a favore di Aquileia, riassunti dall’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, intervenuta alla seduta della V Commissione per l’audizione in merito alle dimissioni del presidente della Fondazione Aquileia, Antonio Zanardi Landi.
L’assessore ha rivendicato, in particolare, la scelta della Regione di creare l’Ufficio unico per Aquileia “richiesta che ci è venuta dalla Soprintendenza e che consentirà di dare impulso alle pratiche di appalto per le opere di valorizzazione della città romana e che comunque non sono di competenza della Fondazione. L’Ufficio farà convergere le competenze del personale regionale, dell’Erpac e del Comune e eviterà di perdere i fondi ministeriali destinati agli scavi archeologici”.
Quanto alla variante, Gibelli ha ricordato che la stessa è prevista nel Piano di gestione del sito Unesco, mentre l’investimento sulla fibra è funzionale alla fruizione turistica della città attraverso la realtà aumentata.
“Faccio presente – ha commentato Gibelli – che la Fondazione vive solo di contributi pubblici, il che rende inderogabile l’applicazione del Codice degli appalti pubblici, che purtroppo, come mi capita spesso di evidenziare, ha triplicato i tempi di realizzazione delle opere”.
In merito alla decisione del presidente, Gibelli ha parlato di “fulmine a ciel sereno”.
“Ancora adesso voglio manifestare il mio personale rammarico per l’accaduto, perché – ha sottolineato ancora l’assessore – avremmo potuto ripartire con obiettivi ambiziosi. Avevamo sbloccato due situazioni pendenti: la variante della strada statale e l’arrivo
della fibra. Inoltre, era stato risolto anche un ulteriore problema alla Soprintendenza che, così, non perderà i fondi ministeriali per gli scavi”.
” Ho cercato di capire le ragioni della decisione del presidente, ma non ho avuto risposte convincenti e continuo a esserne stupita. Forse ci sono stati momenti di tensione, non innescati da me e credo che lo stesso Zanardi Landi non abbia mai detto che il problema ero io. Altrimenti, avrebbe chiesto la mia rimozione”.
“Un presidente, tuttavia, non può cogestire una Fondazione insieme al direttore generale. Come ente vigilante, abbiamo segnalato che le mancavano alcuni pezzi fondamentali – ha concluso l’assessore Gibelli – per superare verifiche e controlli da parte di terzi, creando un tavolo per sanarle. Credo che la Fondazione sia ricca di archeologi, ma povera di personale amministrativo specializzato, soprattutto in materia di gare e contratti.
Purtroppo, la normativa che riguarda la gestione delle fondazioni è soggetta alle stesse regole delle pubbliche amministrazioni. Se il problema sono io, comunque, Zanardi Landi può tranquillamente rivolgersi direttamente al presidente Fedriga”.
Il dibattito in aula è stato aperto dal consigliere regionale Franco Iacop (Pd), “…rimaniamo basiti da questa situazione: la Fondazione costituisce una ricchezza per la Regione Fvg. Non so se esistano possibilità di recupero, ma credo che si tratti di una perdita grave”.
Furio Honsell (Open Sinistra Fvg)” …queste dimissioni costituiscono un fallimento per tutti: per chi getta la spugna ma anche per chi le subisce. Vorrei capire se esistano ancora possibilità di ripensamento”.
Il forzista Franco Mattiussi (FI), rammaricato, ha detto che “… forse si è verificata una carenza di comunicazione interna: il direttore conosceva tutti i passaggi, ma ha realmente informato il presidente?… comunque non ho letto la parola irrevocabili dopo il vocabolo dimissioni. In caso contrario, bisogna trovare un personaggio di questo stesso spessore, recuperando lo svantaggio accumulato in questi mesi”.

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