25/03/2026

Nel manifesto della quinta edizione del Festival del Coraggio, in programma dal 5 al 9 ottobre a Cervignano, c’è una bussola disegnata da Federica Moro. Uno strumento utile per non  perdere l’orientamento, per ritrovare la strada. E questo lo si può fare non rinunciando a momenti che ci consentano di mettere le mani dentro i problemi del mondo. Gli spunti numerosi per farlo ce li fornisce questo Festival, che ha già avuto sei anteprime in località diverse da Cervignano.

Nel teatro Pasolini, nella Casa della Musica e nella biblioteca civica di Cervignano, invece, convergeranno molti ospiti per incontrare e confrontarsi con il pubblico. Da Simonetta Gola  all’inviato del Corriere  Lorenzo Cremonesi,  dal saggista  Paolo Crepet allo scrittore Paolo Rumiz e alla giornalista e antropologa ucraina Olesja Jaremčuc. Non mancheranno teatro e musica.

La presentazione del festival è avvenuta in Fondazione Friuli, tra i sostenitori del Festival insieme a Regione e tante altre associazioni  e soggetti privati. Il presidente della Fondazione, Giuseppe Morandini ha evidenziato la caratteristica peculiare di un festival che, senza clamori ma con  il lavoro costante ed appassionato di chi lo organizza, continua a crescere, amplia la sua presenza territoriale e coinvolge sempre più soggetti pubblici e privati nel suo sostegno.  

I contenuti del festival sono stati illustrati da Simone Ciprian, presidente dell’associazione culturale Bottega Errante che lo organizza, dal direttore artistico Mauro Daltin e dall’assessore alla cultura di Cervignano, Cristian Zanfabro.

“Questo festival – ha sottolineato Mauro Daltin – vuole mettere le mani dentro i problemi del mondo e ha l’ambizione di ripensare al nostro territorio collegato con l’Europa. Vuole essere un momento per feramarsi in un tempo che sembra essere corso in avanti troppo in fretta in cui le geografie appaiono sfilacciate, il futuro incerto”.

“Questo Festival ha anche la funzione di rimettere in circolo energie buone, incontri dove ascoltare storie che possono essere esempio o metafora, dove il pubblico si emoziona…”, ha precisato Simone Ciprian -, ” dobbiamo riformulare le nostre paure, i nostri orizzonti non troppo lontani e cercare di riflettere su questo periodo fragile in cui la nostra bussola non segna più il nord”.

In collegamento da remoto, l’assessore regionale Tiziana Gibelli, mostrando il logo “Imprevisti”, filo conduttore dell’ultimo Mittelfest, ha ricordato che oggi viviamo continuamente eventi inaspettati e quasi mai positivi. Dobbiamo ragionare su quanto un’area come quella del Friuli Venezia Giulia, sia passata da area di confine ad area di passaggio.

Anche in queta edizione del festival sarà attiva “la biblioteca del coraggio, in continuo aggiornamento. Al festival si abbinano anche “le vetrine coraggiose” di 24 esercizi commerciali che ospiteranno le gigantografie degli ospiti delle passate edizioni, con una parte delle vetrine risevata ai lavori dei bambini delle scuole primarie della città, tutti dedicati al coraggio. Confermato anche il laboratorio di Teatro partecipato ideato e diretto dall’attrice e regista Rita Maffei e prodotto da CSS Teatro Stabile di innovazione FVG; quest’anno sarà la volta di “Comizi d’amore”, prendendo spunto dal docufilm di Pier Paolo Pasolini.

Foto in copertina: Alice BL Durigatto / Phocus Agency

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