03/02/2023

di GFB

Il governatore Massimiliano Fedriga ha espresso un concetto molto importante riguardante l’informazione, nel corso dell’evento di presentazione del francobollo commemorativo per il 140.anniversario di fondazione del quotidiano Il Piccolo. Egli ha detto, e non posso che assolutamente concordare, che il giornalismo di qualità, quello che si poggia su una solida deontologia professionale, va assolutamente valorizzato. “Le follie veicolate dai social durante la pandemia hanno contribuito a modificare il mio approccio nei confronti dell’informazione – ha detto Fedriga -. Per me adesso è molto più marcata la distinzione fra chi fa informazione in modo trasparente e assumendosi precise responsabilità e chi utilizza gli strumenti tecnologici esclusivamente per divulgare falsità”. Vorremmo che tra le righe del cambio di approccio del governatore si potesse anche leggere una sorta di “presa di coscienza” sul fatto che follie e falsità social sono anche state un pò legittimate nelle mani di aspiranti terroristi dai molteplici esempi di uso diretto e personale dei canali di comunicazione da parte di chi ha la responsabilità della cosa pubblica. E Fedriga non certo si è sottratto a questa moda perché più e più volte ha bypassato chi il giornalismo lo fa per mestiere, al fine di stabilire un link “disintermediato” con cittadini “elettori e non” in nome della

trasparenza e del megafono, con l’obiettivo di accorciare le distanze tra consul et populus, e soprattutto per depontenziare la funzione dell’informazione. Se i social permettono di fare tutto ciò

perché non utilizzarli, si sarà detto il presidente Fedriga dall’alto del consendo che ha toccato, secondo un sondaggio di deiembre di Ipsos) il 77 per cento? così le dirette social come anche le dirette TV si sono sprecate. Questo ha portato ad un effettivo accorciamento delle distanze ma anche alla diminuzione dell’autorevolezza istituzionale e del rispetto che ad essa si deve, che, per essere tale, va costruito su un mix tra contenuti ed esternazioni. Più si esterna e più si alimenta l’illusione di poter dare virtualmente al governatore, al presidente, all’assessore di turno ecc…ecc…

una pacca sulla spalla o mandarlo a quel paese. Risultato: Fedriga ora è costretto a girare con la scorta. Se pensava che uscendo di casa gli tirassero unicamente le rose per il suo buon governo, i libri di storia sono sempre lì a smentire che in politica si tratta di obiettivo irrealizzabile.

Vanno recuperati schemi più classici che la demagogia spinta del terzo millennio ha messo in crisi. Di questi schemi fa parte il giornalismo di qualità, che filtra, controlla, verifica e poi distribuisce e, soprattutto, si prende le responsabilità, come abbiamo sentito ammettere, con nostro piacere, da Fedriga.

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