03/02/2023

Di Marco Mascioli 

Giacché se ne sentono di tutti i colori, come sempre, dagli operatori del settore, tra i quali imperversano quasi unanimemente le lamentele, abbiamo cercato riscontri oggettivi alla situazione del turismo in questa stagione  estiva in Friuli Venezia Giulia. 

Il refren che ha aperto la stagione delle vacanze era dedicato al personale. Quasi tutti lamentavano la difficoltà ad assumere additando il reddito di cittadinanza come motivazione per cui tanti non accettavano incarichi stagionali, mentre secondo i lavoratori o potenziali tali, le offerte erano inaccettabili per il confronto tra richieste e offerte economiche. La curiosità a questo punto porterebbe a chiederci se le cose sono cambiate e in che direzione, dato che gli esercizi sono operativi e pieni di clienti. 

Il risultato registrato finora, in questo primo periodo di altissima stagione, è assolutamente positivo, con strutture ricettive piene o quasi e tantissima gente, in particolare durante i fine settimana, affolla le località turistiche e non solo. Indubbiamente il merito è da ascrivere a un insieme di fattori: la voglia di evasione dopo un paio d’anni di limitazioni (sebbene il Covid sia tutt’ora presente, tantissimi non si fanno il tampone per non sapere che dovrebbero stare in quarantena); i tanti grandi eventi che quest’anno stanno spostano masse inaudite in occasione di concerti e spettacoli; le offerte allettanti che alcuni addetti ai lavori, anche in collaborazione con la Regione FVG, stanno mettendo in atto. 

Villa Manin a Passariano di Codroipo, Palmanova, Lignano Sabbiadoro e Grado sono le principali sedi dove si possono assistere eventi di massa con numeri impressionati, senza dimenticare Majano (UD) dove tra gli altri ci saranno i Litfiba tornati insieme, mentre nei capoluoghi di provincia (forse dovremmo dire degli Enti di decentramento regionali) i concerti e gli spettacoli sono per lo più elitari con musica classica, jazz, blues, soprattutto a Trieste e Pordenone. Anche la montagna quest’anno non scherza: grandi eventi e concerti a Tarvisio, Piancavallo, Pontebba e Chiusaforte.  

Non possiamo dimenticare i contributi, di diversa provenienza, che grazie all’ormai famoso PNRR dedicato ai resilienti (sopravvissuti al Covid?) hanno elargito soldi a destra e a manca, fermo restando le lamentele da parti di quasi tutti. Tra le iniziative recenti del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico), c’è il decreto del 24 giugno scorso, diretto a individuare le modalità di attuazione dell’intervento agevolativo definito dal Decreto interministeriale 6 dicembre 2021, per la concessione e l’erogazione delle agevolazioni in favore di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione funzionali allo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di intelligenza artificiale, blockchain e internet of things, secondo quanto stabilito all’art. 3, comma 2, lett. a) del Decreto, anche mediante il paradigma del metaverso.  I settori strategici prioritari individuati per l’attuazione dell’intervento sono: industria e manifatturiero;  sistema educativo;  agroalimentare; salute; ambiente ed infrastrutture; cultura e turismo;  logistica e mobilità; sicurezza e tecnologie dell’informazione;  aerospazio. In base all’articolo 1, comma 226, della Legge 30 dicembre 2018, n. 145, le risorse complessivamente disponibili, che ricomprendono gli oneri relativi allo svolgimento delle attività attuative, ammontano a euro 45.000.000,00, così ripartite: 25 milioni di euro per progetti volti a favorire lo sviluppo dell’intelligenza artificiale; 10 milioni di euro per progetti volti a favorire lo sviluppo della tecnologia Blockchain; 10 milioni di euro per progetti di sviluppo delle tecnologie Internet of things (IoT). 

Sarebbe interessante interrogare l’ex Sindaco di Cazzago Brabbia, oggi ministro dello sviluppo economico per comprendere quanto ne sa di intelligenza artificiale, blockchain, internet of things e soprattutto di metaverso (dato che al momento nemmeno gli inventori hanno ben compreso cosa dovrebbe essere). Però c’è chi ci crede e soprattutto sta facendo soldi concreti con concetti astratti ed ora ha anche la possibilità di ricevere contributi statali non da poco. Che qualcuno abbia la furbizia di coniare nuovi termini per confondere le persone è storia vecchia, che un ministero della repubblica italiana lo inserisca in un decreto è cosa più preoccupante. 

La Regione Friuli Venezia Giulia dal canto suo ripropone i contributi per prolungare le vacanze. La legge regionale di stabilità 2022 consente di poter usufruire del Voucher TUReSTA anche per l’anno 2022. È un incentivo a favore dei cittadini residenti sul territorio regionale per l’acquisto di almeno tre pernottamenti consecutivi presso una delle strutture ricettive aderenti all’iniziativa, oppure solo due pernottamenti presso i Comuni di Gorizia, Pordenone, Udine e Trieste, nonché nei comuni sul cui territorio insiste un sito regionale culturale UNESCO.

È sufficiente contattare la struttura ricettiva aderente all’iniziativa, prenotare il soggiorno di almeno due o tre notti consecutive comunicando di voler usufruire del Voucher TUReSTA in FVG e, infine, consegnare alla struttura ricettiva la “Dichiarazione del beneficiario del Voucher TUReSTA” compilata e sottoscritta, unitamente alla copia di un documento d’identità. La prenotazione del Voucher può essere fatta a partire dai sette giorni precedenti l’inizio del soggiorno e fino al termine dello stesso. La “Dichiarazione” è disponibile nel sito della Regione https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/turismo/FOGLIA81/modulistica.

L’importo del Voucher va da un minimo di 40 euro per persona a un massimo di 320 euro per nucleo familiare, per le strutture ricettive ubicate nei comuni delle zone omogenee B e C di svantaggio socioeconomico dei territori montani, nei comuni di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine, nei comuni nel cui territorio insiste un sito regionale culturale UNESCO; fascia 40 euro a persona e massimo 160 euro per nucleo familiare, per le strutture ricettive ubicate nei comuni montani delle zone omogenee A di svantaggio socioeconomico dei territori montani. 

In montagna, infatti, si stanno registrando numeri molti importanti per le presenze nelle località turistiche,  mentre le città quest’anno sembrano meno attrattive del previsto. Questa probabilmente è la dimostrazione che se non si organizzano eventi importanti, con conseguente organizzazione logistica a corredo, per attirare i turisti e consentirgli di apprezzare anche il territorio, i risultati sono sempre deludenti. Mentre un bell’esempio di afflussi che portano concreti benefici anche agli imprenditori locali è rappresentato da Palmanova, che facendo nella piazza principale i concerti e gli spettacoli di un certo livello, per esempio, consente a tutti di mangiare e bere nei locali cittadini aperti. 

La montagna è ancora poco fruttata come arena naturale per grandi eventi, sebbene avrebbe tutte le caratteristiche per poter organizzare grandi occasioni di attrazione, però i luoghi dove ci sono attrezzature competitive stanno osservando un aumento del turismo, soprattutto in termini di permanenza, non solo grazie ai voucher TUReSTA. 

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