13/07/2024

Dopo aver fatto svanire in un clic la mole di informazioni che un professore aveva accumulato sul suo account universitario, cancellazione di materiali privati ma anche documenti preziosi probabilmente legati a ricerche e studi, avvenuta a causa del decesso del docente e delle normative sulla privacy, l’Istituto universitario di architettura di Venezia intende porre all’attenzione pubblica nazionale il delicato problema dell’identità digitale. E lo farà nel 2017 attraverso una serie di dibattiti pubblici e preparando una «Carta dei diritti e dei doveri» in materia di gestione degli account e della loro trasmissione ereditaria. Il primo incontro pilota dal titolo «Eredità digitale. A chi lasci le chiavi della tua vita?» si è tenuto qualche settimana fa a Venezia. Nel caso dei materiali del docente finiti in fumo, i familiari dello stesso ed anche un suo collaboratore avevano i codici di accesso al suo account ma non si erano dedicati al salvataggio dei dati prima che l’Istituto universitario fosse costretto a sospendere l’account. In termini generali, il problema della preservazione delle identità e dei materiali digitali non è di poco conto. Secondo una indagine della Magnews, sono 71 milioni in Italia le caselle di posta elettronica, quindi superano il numero stesso di abitanti del paese.

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