01/10/2022

Di Marco Mascioli   

Dopo il violento terremoto di magnitudo 6.4 del 29 dicembre scorso, con sette morti e una trentina di feriti oltre a pesanti danni alle costruzioni, continuano a susseguirsi scosse minori che generano terrore e peggioramento delle strutture già danneggiate. I sismografi registrano diversi movimenti tellurici tra magnitudo 2 e oltre 4 a tutte le ore, nella zona di Petrinja già semidistrutta dal sisma principale di fine anno, l’epicentro del cratere a pochi chilometri da Zagabria. 

Scosse di terremoto si registrano in tante zone del mondo senza soluzione di continuità. In questo periodo l’attenzione è particolare nell’asse che va dalla Turchia a Trieste passando dalla Grecia, Albania, Bosnia e Croazia, con una scossa alle 23.12 del 12 gennaio con epicentro nel Golfo di Trieste che ha fatto salire i sismografi fino a magnitudo 2,3 che, sebbene sentito in tutta l’area del golfo, ha creato solo qualche spavento.  

Nelle zone della Croazia colpite dal sisma con maggiore vigore, la situazione è molto difficile, anche per il peggioramento delle condizioni meteo, che negli ultimi giorni hanno visto un notevole peggioramento con gelate e nevicate. Sebbene siano stati immediati e incessanti gli aiuti giunti da tutto il Paese e dall’estero, molti sfollati preferiscono non allontanarsi dalle loro case rese inagibili e continuano a dormire nelle automobili. Dall’Italia e in particolare dal Friuli Venezia Giulia sono giunti aiuti sia in termini di personale per la rimozione delle macerie, sia dal punto di vista strutturale con costruzioni prefabbricate d’emergenza. 

Dall’Italia è partita per la Croazia anche una troupe di specialisti, che avranno il compito di valutare i danni subiti dal patrimonio culturale croato e assistere i responsabili locali nell’opera di ripristino. Nell’intenzione del governo croato ci sarebbe la volontà di garantire la ripresa delle lezioni scolastiche dal 18 gennaio prossimo, anche per le zone terremotate.

L’azienda triestina Italspurghi Ecologia ha donato due moduli abitativi alle popolazioni croate che la Protezione Civile regionale del Friuli Venezia Giulia, con il coordinamento del Dipartimento Protezione civile nazionale e l’egida dell’Unione europea, sta consegnando con l’approvazione del vicegovernatore Riccardo Riccardi. Un gesto importante, sia da un punto di vista solidaristico sia per quelle che sono le attuali condizioni climatiche dei territori della Croazia colpiti dal sisma. 

La Italspurghi di Trieste ha allestito alcuni moduli abitativi in funzione delle esigenze della Barcolana. Si tratta di strutture modulari che normalmente erano utilizzate per gli sponsor presenti alla manifestazione velica, con arredi di prim’ordine. Queste due abitazioni temporanee si aggiungono alle cinquanta tende che la Regione FVG ha provveduto a consegnare subito dopo le prime scosse. 

La situazione in Croazia, nell’area colpita dal sisma, si è fatta particolarmente complessa a causa delle basse temperature, e proprio in considerazione di ciò che questi moduli risultano rispondenti alle necessità della popolazione terremotata. 

Riferendosi all’azienda triestina protagonista di questo atto di generosità, Riccardo Riccardi ha ricordato che il fondatore di Italspurghi ha sempre declinato la visione imprenditoriale dando importanza non solo all’aspetto economico ma anche a quello sociale, dimostrando anche in questa occasione il valore umano della nostra gente. 

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