06/12/2022

«Il lavoro precario incide sulla fertilità di uomo e donna. Anzi, per la donna l’instabilità lavorativa è la principale imputata della bassa fertilità, anche in Italia». È da queste evidenze scientifiche che Silvana Cremaschi, candida Pd alla Camera per il collegio Codroipo-Alto Friuli, muove per elencare gli interventi che sono necessari al fine di invertire la drammatica proiezione demografica che segnerà più di ogni crisi economica le sorti della regione e dell’Italia.

«Le analisi e gli studi condotti in diversi Paesi d’Europa indicano chiaramente che bonus e interventi una tantum non funzionano», sottolinea la neuropsichiatra infantile, perché «sono indispensabili interventi strutturali e di lunga gittata, su diversi fronti specifici». Non solo parole, le sue, perché le indicazioni per intervenire sono precise: «Bisogna facilitare la conciliazione tra lavoro e vita familiare, perché là dove ciò è stato favorito i risultati sulla natalità e genitorialità sono stati significativi». Servono politiche economiche che «contribuiscano in modo efficace alle spese connesse alla presenza di un figlio per tutto il periodo della vita: sconti sui beni di prima necessità, sui trasporti, sulle attività sportive, un contributo costante tarato sui bisogni nelle diverse fasce d’età». Occorrono quindi «politiche fiscali per le famiglie con figli determinate attraverso il quoziente familiare» e «un patto tra generazioni, con il quale si favorisca il supporto alle giovani coppie riducendo contemporaneamente le spese per le pensioni più alte».

Le conseguenze positive di queste azioni combinate, conclude Cremaschi, «fanno sì che in Svezia, per esempio, ci si possa permettere di fare un figlio mentre si è in Erasmus».

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