Con il nuovo Bando Restauro la Fondazione Friuli intende contribuire ad accelerare la digitalizzazione del patrimonio culturale locale, in particolare quello che rappresenta l’identità delle piccole comunità. Le novità sono state illustrate a Udine a Casa Cavazzini.
A fare gli onori di casa l’assessore alla cultura del comune di Udine, che ha portato i saluti del sindaco ed ha anche “incassato” i complimenti del suo omologo regionale, che ha voluto ricordare dell’assessore comunale una promessa fatta e mantenuta: quella di volersi occupare dei luoghi della cultura, lavorando più sulla sostanza che sull’apparenza. “Fu un’idea originale – ha detto l’esponente regionale – che apprezzai fin da subito”.
Nel suo internvento, Il presidente di Fondazione, Giueppe Morandini, ha evidenziato “la particolare attenzione che l’istituto rivolge ai progetti che prevedono la digitalizzazione del patrimonio culturale locale sia per esigenze di catalogazione, sia soprattutto per rendere fruibili questi beni a un pubblico molto più ampio”.
In questa edizione il Bando ha una dotazione di 500mila euro a favore di progetti di restauro e valorizzazione di beni mobili e immobili di particolare rilevanza storico-artistica e di interventi edilizi di recupero su strutture destinate a centri di aggregazione. Il bando è rivolto a istituzioni ed enti pubblici, enti religiosi comprese le singole parrocchie, fondazioni e associazioni senza fini di lucro e, per quanto riguarda il recupero di centri di aggregazione, anche associazioni iscritte nel Registro regionale del volontariato, Aps e Onlus. Le domande, devono essere inviate entro il prossimo 2 maggio.

“La Fondazione ha da poco celebrato i trent’anni di attività – ha aggiunto il suo presidente – In questo periodo sono stati finanziati oltre 900 interventi. Contiamo con il prossimo anno di tagliare lo storico traguardo dei mille interventi finanziati”. Soltanto negli gli ultimi cinque anni, i progetti sono stati 231, sostenuti con 2,4 milioni di euro che hanno generato interventi per un valore di quasi 20 milioni, con un effetto moltiplicato di uno a sette, attirando risorse private e pubbliche. Il patrimonio culturale ha un valore identitario e di appartenenza a una comunità e se ben conservato e valorizzato assume anche un valore relazionale- ha detto Morandini – ricordando anche il messaggio culturale di uno strumento lungimirante come ll’art bonus regionale. Morandini ha ringraziato la Soprintendenza per la collaborazione e Intesa Sanpaolo per il sostegno, che non si limita solamente a quello finanziario ma è di condivisione e partecipazione alla realtà locale.
“Il mio assessorato – ha rilevato l’assessore regionale alla cultura – collabora convintamente con la Fondazione Friuli per il Bando Restauro perché un’iniziativa che va ad arricchire il nostro patrimonio culturale, ma non solo, a volte anche a salvarlo. Un patrimonio inestimabile che richiede l’impiego di ingenti risorse per poter essere conservato. . Noi non abbiamo mai dato soldi a cattedrali nel deserto – ha detto l’assessore – perchè i progetti culturali devono essere attrattivi e fruibili. La politica culturale va costruita insieme non disperdendo risorse e la comunità deve amare il proprio patrimonio per poterlo raccontare meglio. Con le fondazioni- ha continuato l’esponente regionale – una collaborazione vera su obiettivi comuni, come, ad esempio, la digitalizzazione del patrimonio storico artistico regionale. Un grazie anche a Intesa S.Paolo, per la sua attività meritoria nella salvaguardia del patrimonio con il progetto “Restituzioni” , un esempio anche anche altri istituti di credito dovrebbe seguire.
“In questi anni la Fondazione ha consolidato meritoriamente il suo ruolo di mecenate, – ha aggiunto la soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia Nicoletta Bonomi – dando un sostanziale contributo alla conservazione dei beni culturali, non solo dei grandi centri, ma anche e soprattutto di quelli piccoli e misconosciuti. Importante il sostegno che la Fondazione ha dato e dà alla digitalizzazione del prezioso archivio fotografico della Soprintendenza che diventerà open source. “La tutela vuol dire cura – ha detto Bonomi – e se c’è la cura c’è la’more. Devi sempre amare le cose che cerchi di restaurare e salvare”.
“Siamo orgogliosi di sostenere anche quest’anno il bando della Fondazione Friuli destinato al recupero e alla valorizzazione del patrimonio artistico di cui questa regione è estremamente ricca – ha spiegato Francesca Nieddu, direttrice regionale Veneto est e Friuli Venezia Giulia di Intesa Sanpaolo -. L’evoluzione digitale può aiutare anche il settore della cultura, efficientando i processi di analisi e catalogazione e ampliando senza limiti la fruizione delle opere d’arte”.





