28/03/2026

Con il  nuovo Bando Restauro la Fondazione Friuli intende contribuire ad accelerare la digitalizzazione del  patrimonio culturale locale, in particolare quello che rappresenta l’identità delle piccole comunità. Le novità sono  state illustrate  a Udine a Casa Cavazzini.

A fare gli onori di casa l’assessore alla cultura del comune di Udine, che ha portato i saluti del sindaco ed ha  anche “incassato” i complimenti  del suo omologo regionale, che ha voluto ricordare dell’assessore comunale una  promessa fatta e mantenuta: quella di volersi occupare dei luoghi della cultura, lavorando più  sulla sostanza che  sull’apparenza. “Fu un’idea originale – ha detto l’esponente regionale – che apprezzai fin da subito”.

Nel suo internvento, Il presidente di Fondazione, Giueppe Morandini, ha evidenziato “la particolare attenzione che l’istituto rivolge  ai progetti che prevedono la digitalizzazione del patrimonio culturale locale  sia per esigenze di catalogazione, sia soprattutto per rendere fruibili questi beni a un pubblico molto più ampio”.

In questa edizione il Bando ha una dotazione di 500mila euro a favore di progetti di restauro e valorizzazione di  beni mobili e immobili di particolare rilevanza storico-artistica e di interventi edilizi di recupero su strutture  destinate a centri di aggregazione. Il bando  è rivolto a istituzioni ed enti pubblici, enti religiosi comprese le  singole parrocchie, fondazioni e associazioni senza fini di lucro e, per quanto riguarda il recupero di centri di  aggregazione, anche associazioni iscritte nel Registro regionale del volontariato, Aps e Onlus. Le domande,    devono essere inviate entro il prossimo 2 maggio.

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“La Fondazione ha da poco celebrato i trent’anni di attività – ha aggiunto il suo presidente –   In questo periodo  sono stati finanziati oltre 900 interventi. Contiamo con il prossimo anno di tagliare lo storico traguardo dei mille  interventi finanziati”. Soltanto negli gli ultimi cinque anni,   i progetti sono stati 231, sostenuti con 2,4 milioni di  euro che hanno generato interventi per un valore di quasi 20 milioni, con un effetto moltiplicato di uno a sette, attirando risorse private e pubbliche.    Il patrimonio culturale  ha un valore  identitario e di appartenenza a una comunità e se ben conservato e valorizzato assume anche un valore relazionale- ha detto Morandini –  ricordando anche il  messaggio culturale di uno strumento lungimirante come  ll’art  bonus regionale.  Morandini ha ringraziato  la Soprintendenza per la collaborazione  e Intesa Sanpaolo per  il sostegno, che non si limita solamente a quello finanziario ma è di condivisione e partecipazione alla realtà locale.

“Il mio assessorato – ha rilevato l’assessore regionale alla cultura  – collabora convintamente con la Fondazione  Friuli per il Bando Restauro perché un’iniziativa che va ad arricchire il nostro patrimonio culturale, ma non solo, a  volte anche a salvarlo. Un patrimonio inestimabile che richiede l’impiego di ingenti risorse per poter essere  conservato.   . Noi non abbiamo mai dato soldi a cattedrali nel deserto – ha  detto l’assessore – perchè i progetti culturali devono essere attrattivi e fruibili. La politica culturale va costruita  insieme non disperdendo risorse  e la comunità deve amare il proprio patrimonio  per poterlo raccontare meglio.  Con le fondazioni- ha continuato l’esponente regionale – una collaborazione vera su obiettivi comuni, come, ad  esempio, la digitalizzazione del patrimonio storico artistico regionale.  Un grazie anche a Intesa S.Paolo, per la  sua attività meritoria nella salvaguardia del patrimonio con il progetto “Restituzioni” , un esempio anche anche altri istituti di credito dovrebbe seguire.

 “In questi anni la Fondazione ha consolidato meritoriamente il suo ruolo di mecenate, – ha aggiunto la  soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia Nicoletta Bonomi – dando un  sostanziale contributo alla conservazione dei beni culturali, non solo dei grandi centri, ma anche e soprattutto di  quelli piccoli e misconosciuti. Importante il   sostegno che la Fondazione ha dato e dà alla digitalizzazione  del prezioso archivio fotografico della Soprintendenza  che diventerà open source.   “La tutela vuol dire cura – ha detto Bonomi – e se c’è la cura c’è la’more. Devi sempre amare le cose che cerchi di restaurare e salvare”.

 “Siamo orgogliosi di sostenere anche quest’anno il bando della Fondazione Friuli destinato al recupero e alla  valorizzazione del patrimonio artistico di cui questa regione è estremamente ricca – ha spiegato Francesca  Nieddu, direttrice regionale Veneto est e Friuli Venezia Giulia di Intesa Sanpaolo -. L’evoluzione digitale può  aiutare anche il settore della cultura, efficientando i processi di analisi e catalogazione e ampliando senza limiti la fruizione delle opere d’arte”.

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