01/10/2022

Lo scorso 26 gennaio sì è svolta a Trieste la preselezione del tanto atteso concorso per 173 posti da infermiere, al quale hanno preso parte migliaia di candidati provenienti da tutte le regioni d’Italia, isole incluse. Per Rodolfo Ziberna, vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale si è trattato di “un disastro organizzativo e foriero di ricorsi perché chiunque poteva accedere alle informazioni della rete Internet attraverso il proprio cellulare. Addirittura si sarebbero formati gruppi di lavoro, altro che controlli”. Da qui, assieme al collega Roberto Novelli, un’interrogazione, alla presidente della Regione, Debora Serracchiani e all’assessore competente “per conoscere le ragioni e soprattutto cosa intendano fare ora, preso atto che molte norme regolamentari sarebbero state gravemente violate. I partecipanti sono stati letteralmente ammassati nel luogo del concorso e solo dopo diverse ore di attesa, al freddo, finalmente sono stati fatti accedere all’interno del palazzetto. Da ciò che sostengono i partecipanti, chiunque avrebbe potuto liberamente copiare e fare uso del cellulare per cercare le risposte del test sulla rete Internet, e addirittura si sarebbero creati gruppi di lavoro che si scambiavano i compiti e tutto ciò sarebbe accaduto sotto gli occhi di chi avrebbe dovuto vigilare. Com’è possibile che l’organizzazione sia stata colta impreparata quando si era consapevoli del numero esatto di candidati che si sarebbero presentati? Com’è possibile farli attendere al freddo, in piedi, ore e ore fuori del palazzetto, dopo viaggi stivati stretti in pullman, pullmini, treno e macchine durati dieci ore o più? Nella nostra interrogazione – conclude Ziberna – assieme al collega Novelli chiediamo quindi alla Giunta come intenda comportarsi nei confronti di chi si è reso responsabile di questa disastrosa prova, se si ritiene di annullare il concorso visto quanto denunciato e se, per mera educazione, verrà inviata a tutti i partecipanti una lettera di scuse per il barbaro trattamento subito, specchio di una evidente incapacità organizzativa”.

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