27/09/2022

Spesso trattata come un’area sperimentale, annessa ma non compresa dallo “stivale”, si è fatta odiare e invidiare da tutti per quel suo statuto autonomo che le ha consentito grande libertà e l’erogazione di servizi che nelle altre regioni si sognavano.
Definiti i “terroni” del Nord, quelli dell’estremo nord est sono andati sempre peggiorando negli ultimi anni. Le statistiche che ci vedevano sempre ai primi posti per la qualità della vita, ora ci mettono quasi come fanalino di coda (penultimi).
Il Friuli Venezia Giulia come cavia sacrificabile per esperimenti come l’abolizione delle provincie, la chiusura degli ospedali, punti nascita compresi, tassazioni ingiustificatamente doppie o triple rispetto ad altre regioni. Tra le poche aree che non hanno rappresentanti al governo e piuttosto sono gestite da persone che non hanno alcun legame col territorio.

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Il Patto per l’autonomia, grazie alla legge elettorale Rosatellum (di cui capiremo le conseguenze solo a posteriori e come sempre in Italia anche la costituzionalità sarà valutata con calma), per la prima volta nella storia potremo mandare in parlamento un partito del territorio. D’altronde non si può sperare che qualcuno difenda i diritti e le esigenze che non conosce. Quest’anno in ogni collegio, sia alla Camera, sia al Senato, si votano le persone, attraverso il voto uninominale. Praticamente come già accade per i sindaci dei comuni sotto i 15.000 abitanti. Niente ballottaggio, sarà eletto il primo in classifica, anche se rispetto agli altri avrà un solo voto in più.
I voti saranno distribuiti nella quota proporzionale a seconda del simbolo segnato sotto il nome del candidato uninominale (il Patto per l’autonomia non farà alleanze con altri partiti, quindi con una croce nel nostro simbolo, si vota sia il nostro candidato presente nel collegio, sia per la quota proporzionale). Per quanto riguarda il proporzionale bisogna chiarire che per accedere alla quota non serve il 3% in tutt’Italia, bensì solo nelle zone dove ci si presenta.
In tutta la regione gli eventi organizzati dal Patto per L’Autonomia stanno riscuotendo un successo incredibile. Considerando le ristrettezze economiche di un partito appena nato, solo col passaparola hanno riempito la sala della biblioteca di Pordenone, oltre naturalmente alle località minori dove le voci corrono veloci.

A Pordenone si è osservato anche un minuto di silenzio in ossequio alla scomparsa di una delle colonne portanti della biblioteca dove erano ospiti.
Il Patto per l’Autonomia si presenterà sia per le regionali di domenica 29 aprile 2018, sia per le politiche nazionali del 4 marzo. Candidati residenti in tutta la regione Friuli – Venezia Giulia, alcuni provenienti da precedenti esperienze politiche (diversi sono sindaci), differenti posizioni politiche, ma tutti accomunati dalla volontà di rappresentare le esigenze del territorio e far valere i diritti dei corregionali, sia a Trieste, sia a Roma.
Marco Mascioli

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