13/05/2021

Regione ed Ersa stanno costantemente monitorando la diffusione e i danni provocati dalla cimice marmorata asiatica che sta destando preoccupazione in particolare nel Medio Friuli e nel Pordenonese.

L’insetto, presente in Europa dal 2004 e individuato per la prima volta in Italia nel 2012 in provincia di Modena (Emilia Romagna), dove ha causato danni ingentissimi soprattutto ai frutteti, si è rapidamente diffuso nel Nord Italia ed è giunto in Friuli Venezia Giulia nel 2014, registrando picchi di presenza nelle aree di Sedegliano e Spilimbergo.

La sua proliferazione è dovuta all’assenza di antagonisti naturali, tanto che l’Unione Europea l’ha già dichiarata ineradicabile.

Nonostante la preferenza per i frutteti, la cimice asiatica è un insetto polifago e molto vorace, che si nutre di qualsiasi genere di piante in grande quantità. Diversamente da altre cimici si sposta in sciami ed ha una grande mobilità che, purtroppo, le consente di passare da una coltura all’altra percorrendo notevoli distanze.

La sua espansione nel territorio regionale è osservata con preoccupazione da istituzioni e agricoltori perché, oltre agli ingenti danni alle produzioni, può creare disagi alla popolazione, pur non essendo pericoloso per la salute.

“È un problema – spiega l’assessore regionale alle Risorse agricole e forestali, Cristiano Shaurli – che stiamo affrontando con più linee di intervento. La prima è rivolta alla tutela delle produzioni e prevede l’impiego di reti antinsetto, combinato con una eventuale difesa chimica di soccorso che, attualmente, risulta il metodo migliore per il controllo della cimice”.

La Regione finanzia all’80% l’acquisto e l’installazione di reti protettive (fino ad oggi sono pervenute 39 domande, per un importo di aiuti di 880mila euro) e attivando il Fondo emergenze in agricoltura (con una disponibilità di circa 2 milioni di euro) per il pagamento di indennizzi a ristoro dei danni, non essendo in questo caso assicurabili le perdite del raccolto.

Si studiano anche strategie Attract&kill finalizzate ad attirare le cimici in apposite trappole, alcune delle quali già installate anche in Friuli Venezia Giulia. L’altra linea di intervento è finalizzata a contenere il disagio ai cittadini. “Abbiamo avviato – conferma Shaurli – una partnership tra Ersa e Protezione civile regionale per valutare la possibilità di procedere a disinfestazioni presso le abitazioni e abbiamo prodotto circa 40 mila volantini informativi che in agosto verranno distribuiti alle famiglie delle aree maggiormente colpite dalla cimice”. Programmato anche un ciclo di incontri pubblici, tra fine luglio e agosto.

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