08/07/2024

La chiesa sette-ottocentesca di Pieve di Cadore, che custodisce nel suo patrimonio, due opere cinquecentesche del Tiziano Vecellio, potrà avviare nuovi ed importanti lavori di recupero delle opere e di adeguamento dell’impianto elettrico grazie ad una cospicua donazione da parte di fedele parrocchiano, che si è reso disponibile a firmare qualsiasi preventivo per strappare alle tenebre la chiesa e i tesori artistici che c contiene. L’impegno di spesa sottoscritto dal benefattore, di cui non si conosce ancora il nome, è di ben 750 mila euro. Gli ultimi lavori di restauro della chiesa di Santa Maria risalgono al 1950. Poi più nulla. Comprensibile la riconoscenza, l’entusiasmo e un pò anche lo stupore della la comunità dei parrcchiani, dell’arcidiacono Don Diego e dello stetto vescovo di Belluno Renato Marangoni. L’inizio dei lavori è previsto nel dopo Epifania.

(NDR) E’ quasi inevitabile che il pensiero corra al recente vincitore in Calabria del mostruoso vagone di denaro, portato a casa con appena tre euro di giocata al Super enalotto. Chissà se anche lui farà del bene alla comunità e al patrimonio artistico italiano. Certo, vincere soldi non è come guadagnarseli. Se il donatore di Pieve non rientra tra gli scommettitori o tra quelli che hanno guadagnato illecitamente, si può ben dire che per lui l’atto del dono ha un valore senz’altro più profondo rispetto a chi “dovrebbe distrarre a fin di bene” una parte di enormi cifre piovute dal cielo. Nel primo caso l’atto del dono è più “sofferto”,nel secondo caso sarebbe più “dovuto”. Sull’altro versante, quello dei beneficiati, la riconoscenza non deve fare distinzioni. GFB

Per saperne di più leggi l’articolo di Francesco Chiamulera sul Corriere del Veneto

foto di copertina di Luca Gusso

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