25/03/2026

Le forze armate nel nostro Paese hanno sempre avuto un ruolo preminente per la difesa, in maniera molto diversa, contestualmente con l’evolversi delle esigenze. Oggi nelle principali città per le ronde a garanzia della sicurezza e all’estero per instillare l’armonia e la pace nel mondo. In passato i conflitti nei vari teatri all’estero, le guerre mondiali e, nonostante il combattere non sia mai risolutivo, l’onore e la temerarietà dei grandi comandanti ci rendono sempre orgogliosi.

Riscoprire la vita di personaggi che hanno fatto la storia della nostra Italia e in particolare coinvolgendo direttamente il territorio, come Carlo Campari. La sua vita fatta d’intrecci con quella dell’unica vera Corte dei Savoia, quella di Elena d’Orleans e del duca d’Aosta a Capodimonte.
Dalle frivolezze e i momenti allegri con scherzi, partite a tennis, i bagni a Posillipo, le cavalcate e le battute di caccia. Con riguardo particolare al suo ruolo di militare, oltre la dolce vita si contrapporranno le cariche dei Lancieri di Novara a Pozzuolo del Friuli, entrate nel mito.

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Grazie a un libro fotografico, che sembra la sceneggiatura di un film, dedicato a Carlo Campari, quando ancora l’aristocrazia era classe dirigente. L’autore o forse dovremmo dire il curatore dell’opera, Alessandro Gradenigo (vive in veneto, geologo, ha lavorato in Africa, Norvegia e Regno Unito, ma ha sempre avuto la passione per la storia), ha presentato l’opera a Codroipo, presso la caserma del 5° reggimento Lancieri di Novara, nella guarnigione di Goricizza di Codroipo.

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Carlo Campari, ufficiale di cavalleria visse tra il 1870 e il 1922. Ebbe un ruolo rilevante nella battaglia di Pozzuolo del Friuli che è, dopo la rotta di Caporetto, la più conosciuta e celebrata delle battaglie della Grande Guerra. L’azione di Campari, trentesimo comandante del reggimento Lancieri di Novara, fu decisiva nel fatto d’arme al termine del quale cadde prigioniero. Come consuetudine per i militari, della vicenda lasciò un’importante dettagliata relazione.

Esattamente dopo un secolo dalla battaglia di Pozzuolo del 30 ottobre 1917, quando reparti italiani, soprattutto di cavallerie, diedero battaglia alle forze d’invasione austroungariche per ritardarne l’avanzata, Alessandro Gradenigo, nipote del colonnello Campari, ha voluto rendergli omaggio pubblicando questo libro per difendere e valorizzare la memoria di quegli eventi.
Marco Mascioli

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