26/09/2021

di GFB

CARIGO, Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia,  conferma  risorse per 3 milioni di euro, da  destinare nel 2021  al territorio e alle sue progettualità. 

E’ quanto emerge dal Documento di Programmazione Annuale , predisposto dal Consiglio di  Amministrazione e approvato all’unanimità dal Consiglio di Indirizzo della Fondazione.  

“La pandemia ha travolto come un’onda il nostro tessuto sociale e produttivo, accelerando le  innovazioni, distruggendo e poi trasformando, costringendo al cambiamento”, commenta il  Presidente della Fondazione, Roberta Demartin, “siamo di fronte a una sfida epocale, ma  dobbiamo riuscire a farvi fronte, e in questo la Fondazione è confortata dalle scelte, che oggi si  confermano essere state lungimiranti, effettuate negli ultimi anni”. 

Nella destinazione delle risorse priorità  al mondo giovanile, scolastico e del volontariato,  forte  attenzione  alla tutela del patrimonio e    all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo  sostenibile, che per “noi rappresenta – prosegue il Presidente Demartin – a partire dai documenti  programmatici del 2018, il riferimento ideale, la cornice entro cui muoversi ed agire, se si vuole  veramente contribuire a fare la differenza, a maggior ragione ora”.

L’analisi dei bisogni del territorio, su cui si basa la programmazione per il 2021, pone  necessariamente in primo piano l’emergenza pandemica, e vede dunque confermate le priorità  all’Istruzione e al Volontariato – cui vengono destinati rispettivamente 900.000 euro e 780.000  euro – ma allo stesso tempo ha portato ad individuare nello Sviluppo Locale uno dei settori  strategici per il prossimo anno, specie in relazione al rilancio del territorio dal punto di vista  economico.

Ecco dunque che le risorse destinate a questo settore sono passate dal 18,5% al 20% del totale,  per un totale di risorse pari a 600.00 euro, in aumento rispetto al 2019 di quasi 280 mila euro.

Rimangono inalterati i fondi destinati all’Arte e alla Cultura, pari a 600.000 euro,  e viene, altresì,  confermato l’importante sostegno finanziario al mondo dell’Università, sostenuto sia attraverso  fondi del settore Educazione, sia con fondi della Ricerca scientifica, alla quale sono destinati  120.000 euro.

  Lo  scenario economico  fortemente influenzato  dalle incertezze sull’andamento futuro dei  mercati a csausa della pandemia, avrà   inevitabili ripercussioni sul rendimento del portafoglio  finanziario della Fondazione e richiederà di mantenere costantemente aggiornati i presidi a tutela  del patrimonio della Fondazione. 

Come sottolineato dal Presidente, le decisioni adottate dalla Fondazione negli ultimi anni  nell’ottica della conservazione del patrimonio, del contenimento dei rischi del portafoglio, insieme  agli accantonamenti effettuati, ci consentono oggi di arginare gli effetti negativi sui risultati  conseguenti alla pandemia” commenta il Direttore Generale, Rossella Digiusto. “Inoltre, in  un’ottica prudenziale e di trasparenza dei dati la Fondazione ha ritenuto, anche per quest’anno, di  non avvalersi della possibilità, prevista dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, di neutralizzare temporaneamente gli effetti negativi delle minusvalenze dei titoli non durevoli.”

“Le minori entrate sono principalmente imputabili al mancato dividendo di alcune partecipazioni,  in particolare quella di Intesa Sanpaolo, che, al pari di tutte le banche europee, ha annullato la  distribuzione dei dividendi nell’esercizio 2020 su indicazione della BCE, per affrontare le  problematiche di natura economica scaturite dalla diffusione del virus: l’auspicio, al momento  difficile da prevedere, è di tornare ad una condizione di normalità nel 2021.” prosegue il Direttore  Generale.

 “Oltre a tale riduzione dei dividendi, anche la tassazione influisce largamente sulle disponibilità  della Fondazione. L’incremento negli ultimi anni della fiscalità sui dividendi percepiti dalle  Fondazioni, passati dall’essere tassati su una base imponibile pari al 5% del loro ammontare a  quella attuale del 100%, ha infatti fortemente contratto le risorse a disposizione della comunità.  Ecco dunque che diventa sempre più strategico per la Fondazione potenziare la sua attenzione  verso interventi, quali il finanziamento di azioni a sostegno del patrimonio artistico e culturale  pubblico, che godono del cosiddetto Art bonus, di promozione del welfare di comunità, oltre che  diretti al finanziamento della ricerca scientifica, per i quali siano previsti meccanismi di  deducibilità fiscale, anche attraverso il riconoscimento di crediti di imposta dedicati”.

“Tutto ciò però non sarà sufficiente” – chiosa da ultimo il Presidente Demartin – “se non vi sarà la  consapevolezza di tutti che solo da azioni condivise possano originare soluzioni efficaci e durature,  avendo in mente un’idea di territorio aperto al futuro, con una forte spinta all’innovazione non  solo tecnologica ma soprattutto sociale.”

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