17/05/2024

Un turismo lento e consapevole sui percorsi della fede, anticamente affrontati dai pellegrini  crea nuove opportunità di promozione del territorio.

Lo hanno voluto rimarcare il governatore della Regione, Massimiliano Fedriga, e gli assessori  regionali alle Attività produttive e al turismo, Sergio Emidio Bini, e alle Finanze, Barbara Zilli, all’inaugurazione del Cammino di Sant’Antonio, il percorso ideale che collega  Gemona del Friuli alla Basilica del Santo, a Padova, e si ricongiunge con Capo Milazzo, in Sicilia.

Il luogo, quest’ultimo, dove il Santo, come si racconta, approdò dopo un naufragio nel rientro  dal Marocco, per poi proseguire fino alla città veneta nel suo viaggio volto a diffondere la fede.

L’assessore Bini, che  assieme all’assessore Zilli e al sindaco di Gemona, Roberto Revelant ha  tagliato il nastro inaugurale, ha evidenziato che il Cammino di Sant’Antonio va a colmare un’offerta turistica   che nel Friuli Venezia Giulia annovera già i Cammini celesti, il  percorso delle Pievi della Carnia, le chiesette delle Valli del Natisone, la miriade di edifici  antichi e storici sedi e icone del culto religioso.

  Si tratta di occasioni, che assieme ai percorsi lungo le antiche vie romane, come la Romea  Strata, animano e richiamano una forma di turismo lento che, come ha ricordato l’assessore, in  questo periodo è cresciuto prepotentemente. Bini ha altresì colto l’occasione per ringraziare  quel mondo del volontariato laico e religioso – “che ha lavorato molto in questi anni per consentire di  raggiungere i risultati concreti”.

“Si tratta – ha spiegato Bini – di una forma di turismo trasversale che coinvolge ciclisti,  camminatori, esploratori ecologici, curiosi del territorio… tipologia di turismo –  quella del  turismo religioso, che, oltre a far conoscere le numerose sfaccettature e prerogative del  territorio, favorisce anche la riscoperta personale”.

“Si tratta di una forma di turismo – ha precisato l’assessore Zilli – sempre a proposito del  turismo religioso – legata alla riscoperta delle peculiarità e delle testimonianze della cultura e  del Sacro, che presentano tracce importanti nella nostra terra, e che riscopre oggi le sue radici  nel più antico santuario del culto antoniano che è quello di Gemona”.

Il tracciato del Cammino di Sant’Antonio  segnalato da un’apposita cartellonistica lungo un  percorso di 250 km, e che verrà promosso attraverso PromoTurismoFVG, si sviluppa da Gemona per toccare Majano, Sequals, Montereale Valcellina, Polcenigo, Sacile; per poi  proseguire in Veneto attraverso Vittorio Veneto, Susegana, Vidor, Asolo, Camposanpiero, fino a raggiungere, dopo dieci tappe, a Padova, la Basilica del Santo.

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