26/03/2026

Inaugura il 14 aprile nella galleria dello Make Spazio Espositivo di Udine (via Manin 6/A) il progetto artistico e  divulgativo curato da Arianna Romano e dall’Associazione Espressione Est APS, dedicato al tema della  gentrificazione.

Bunker: rifugio dell’arte è il titolo dell’iniziativa articolata in performance, installazioni e una conferenza spalmati  nell’arco di un mese e mezzo tra Udine e Trieste che concretizza il progetto incentrato sul tema della  gentrificazione con il caso studio di Berlino ideato dalla stessa associazione a partire dal 2022 con incontri,  proiezioni e ospiti.

Il 14 aprile alle ore 18 si terrà al Make Spazio Espositivo l’inaugurazione del progetto. La galleria ospita fino al 22  aprile l’anteprima della mostra con l’installazione temporanea di videoarte Gentrification: Chronicles of Resistance  communities threatened by displacement che intreccia il passato ed il futuro di una metropoli ideale, simbolo di  diversi luoghi nel mondo e centro del tema trattato nel progetto che riflette sul tema della gentrificazione e sulle  conseguenze sociali del riuso della architetture. L’evento espositivo, accompagnato da pannelli fotografico –  testuali, lavora sull’immaginario del rifugio (antiaereo per la Seconda Guerra Mondiale e antiatomico per la Guerra  Fredda) come luogo di “resistenza” della cultura e dell’arte di fronte ad una società sempre più effimera e  superficiale.

L’installazione di videoarte verrà allestita nuovamente, sempre a Udine, il 23 aprile all’interno del Bunker  antiaereo di Piazza Primo Maggio (e dal 12 maggio al 4 giugno a Trieste nel bunker Kleine Berlin di via Fabio  Severo) dove sarà accompagnata da una coinvolgente performance dal vivo con azione scenica eseguita da una  attrice/ performer (la performance verrà eseguita anche il 28, 29, 30 aprile e il 6, 7 maggio alle 18).

La performance

La performance è funzionale e direttamente connessa all’opera di videoarte proiettata sulla parete  retrostante/adiacente la performer. Tramite programmi di disegno e animazione digitale vi si vede  illustrata l’evoluzione di alcune zone della città con un timelapse che ne mostra la trasformazione nel tempo. Le immagini –  a cura di Gabo Antonutti, regista e videomaker di Aeten Production e Cristiano Antonutti, architetto e visual artist  – partono da zone reali e riconoscibili della città di Berlino fino ad arrivare ad una città immaginaria, simbolo di  molte città nel mondo, che appunto divengono nel tempo metropoli uniformi ed anonime. Vengono evidenziate  anche le trasformazioni della popolazione connesse al fenomeno, sempre con la costruzione virtuale di  personaggi. L’animazione vuole enfatizzare il fenomeno della gentrificazione applicata ad una metropoli  contemporanea come Berlino, la quale viene progressivamente privata delle proprie identità culturali underground  per diventare una città omologata ed effimera.

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