21/04/2024

Chi conosce il mare, la vela e Trieste non ha avuto nessuna sorpresa domenica dalla Barcolana. Si sapeva che la “battaglia” era tra Tempus Fugit e Porto Piccolo, ma anche il terzo posto di WOL (way of Live) era prevedibile. Tutto il resto era auspicabile: giornate di sole meraviglioso; vento costante e più che sufficiente; numeri da record incredibili.

Furio e Gabriele Benussi, Alberto Bolzan alla randa, Rufo Bressani alla tattica, in una squadra di triestini o giù di li, complessivamente venticinque persone d’equipaggio,  hanno vinto la 50° Barcolana. Con quasi 2.700 imbarcazioni a vela che hanno preso il via alla competizione, senza contare le migliaia di barche a motore con assistenti, giornalisti, fotografi e rompiscatole vari che giravano in mare, si è svolta la cinquantesima edizione della regata più affollata del mondo.

Cinquantasette minuti e 4 secondi è durata la regata dei vincitori che hanno battuto sul traguardo (dopo 14 miglia di navigazione) Tempus Fugit (ex Nicorette), scafo australiano di 33 metri, condotto dallo sloveno Mijtia Kosmina, terzo posto per Way of Live.

Probabilmente con una copertura mediatica così importante, le scene che hanno avuto maggior importanza sono state quelle delle Frecce Tricolori che con i loro fumi colorati non si sono limitati a sorvolare il golfo sopra alle migliaia di barche, bensì hanno eseguito una serie di evoluzioni che hanno lasciato tutti estasiati e ora stanno facendo il giro del mondo, forse più della regata in se.

Una grande vetrina mondiale, grazie alle televisioni e internet, ma un’occasione persa per la regione Friuli Venezia Giulia, giacché non ho mai sentito nominare altro che Trieste.

 

 

Marco Mascioli

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