di GFB
Recuperare, studiare e valorizzare gli archivi storici delle banche nell’ambito di un più vasto progetto di tutela degli archivi dell’industria, per evitare la loro dispersione e distruzione. Fonti che testimoniano storia economica e sociale di un territorio da consegnare alle nuove generazioni. Per cogliere questo obiettivo Fondazione Friuli, Università friulana e Soprintendenza archivistica del Friuli Venezia Giulia hanno sottoscritto un accordo per mettere a sistema potenzialità, conoscenze e competenze, avvalendosi di docenti, esperti esterni e studenti universitari, che così possono arricchire concretamente la loro esperienza. A sottoscrivere la convenzione, nella sede del rettorato dell’ateneo friulano, il presidente di Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini, il rettore Roberto Pinton e il soprintendente Luca Caburlotto.
I primi interventi riguardeanano il patrimonio archivistico della Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, ben 450 metri lineari di faldoni, detentuto dalla Fondazione Friuli e l’archivio storico della Banca Popolare di Udine, in fase di acquisizione per un valore simbolico da parte della stessa Fondazione a seguito della procedura di liquidazione della Banca popolare di Vicenza ,e dopo essere stato dichiarato di interesse da parte della Soprintendenza. Questo caso, come tanti altri di fusioni e riorganizzazioni del settore bancario , è indicativo di quali rischi ci siano di dispersione del patrimonio archivistico. La convenzione – ha detto il rettore Pinton – è parte di un progetto più ampio volto alla salvaguardia, al riordino e alla valorizzazione degli archivi d’impresa friulani.
Per il presidente della Fondazione Friuli, un incontro tra istituzioni spontaneo e virtuoso. Un contenitore basato su conoscenze e competenze che attende di essere riempito di contenuti, con la certezza che questo modello di lavoro si possa anche applicare in altri ambiti.
Un altro aspetto sottolineato dal presidente della Fondazione Friuli è la grande opportunità per gli studenti di fare esperienza sul campo, insieme ad esperti e docenti.
Ricerca, selezione, studio, tutela e valorizzazione degli archivi storici delle banche come quelli delle imprese sono possibili per la convergenza delle competenze che ritroviamo in questa convenzione, che esprime un lavoro di gruppo. La tutela, in particolare, si esercita attraverso la dichiarazione di interesse e lo strumento del vincolo che la Soprintendenza archivistica è delegata ad esercitare, ha sottolineato il Soprentendente, Luca Caburlotto.
Salvaguardia degli archivi per impedirne l’oblio non solamente come opportunità di esperienza sul campo per gli studenti. L’obiettivo è la divulgazione della storia per costruire meglio il futuro. I documenti sono pagine di storia sui quali si è costruita l’economia della regione. Rileggerli con i sistemi che può essere utilissimo per la definizione del futuro economico. Una strada che ha un nome- ha commentato Giuseppe Morandini- digitalizzazione.







