26/09/2021

Con l’approvazione degli ultimi dieci articoli, il Consiglio regionale, presieduto da Piero Mauro Zanin, ha dato il via libera al disegno di legge su Sicurezza e Polizia locale portato in Aula dall’assessore Pierpaolo Roberti. La Maggioranza ha votato in modo compatto a favore della norma che prevede nuovi istituti come l’Osservatorio regionale sulla sicurezza urbana e introduce il concetto di sicurezza partecipata con un riconoscimento esplicito delle associazioni di volontari, del controllo di vicinato e di varie forme di cittadinanza attiva.

Tutte novità contestate dalle forze di Opposizione, che temono si vada in questo modo verso l’istituzionalizzazione delle ronde con la trasformazione dei “vecchi” vigili urbani in agenti di pubblica sicurezza, e hanno espresso alla fine un voto contrario al ddl, parlando nelle repliche finali di “grilletti facili” (Tiziano Centis dei Cittadini) e di “controllo della sicurezza affidato ai cittadini volontari” (Mauro Capozzella, relatore di minoranza per il M5S).

Nel muro contro muro che ha caratterizzato l’intera discussione, è emersa anche una controversia sul coinvolgimento degli organismi consiliari. Secondo il Pd, che ha presentato emendamenti sistematici su questo argomento, la Giunta ha “svuotato il Consiglio delle sue prerogative, cancellando la previsione dei pareri delle Commissioni su ogni regolamento”, come hanno argomentato i consiglieri Franco Iacop – che era anche relatore di minoranza del provvedimento – , Roberto Cosolini e Sergio Bolzonello. L’assessore Roberti è convinto invece che “questioni tecniche come il modello dei manganelli o delle altre dotazioni sarebbe bene lasciarle ai tecnici, non vedo perché la politica dovrebbe occuparsene”.

Quanto al coinvolgimento del Consiglio, prima di procedere al voto finale sul ddl il presidente dell’Aula, Zanin, ha voluto precisare che “la discussione è stata ampia e partecipata come non mai: ne sono testimonianza le 20 ore abbondanti di dibattito in Consiglio e gli oltre duecento interventi, numeri da record. Non si può dire – ne ha concluso Zanin – che su questa legge non ci sia stato modo di esprimere tutte le posizioni che voi consiglieri legittimamente rappresentate”.

Con l’articolo 32 bis è stato introdotto un Fondo per gli oneri di difesa nei procedimenti penali a carico degli operatori di polizia locale, dotato di una copertura iniziale di 50mila euro. La novità ha suscitato dubbi di legittimità da parte del Pd – che ha scelto di non partecipare al voto – e critiche dalle altre Opposizioni. Antonio Calligaris, relatore di maggioranza per la Lega, ha invece sottolineato “i pericoli che corrono i poliziotti locali, che rischiano di essere picchiati e feriti nel corso del loro servizio e rischiano pure che qualcuno faccia loro causa, magari supportato da quelle associazioni che contestano questa legge”.

Claudio Giacomelli, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha ricordato che “una norma identica esiste da 17 anni in Emilia Romagna”, sottolineando poi nel suo intervento finale come il tema della sicurezza sia spesso “letto” con gli occhiali dell’ideologia e con valutazioni diverse a seconda del colore politico di chi propone gli interventi. Concetto condiviso dal leghista Lorenzo Tosolini e dal capogruppo di Progetto Fvg/Ar, Mauro Di Bert, quest’ultimo relatore di maggioranza.

È stato approvato anche un emendamento del relatore di minoranza Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) che introduce la collaborazione con le Università nell’ambito dei compiti della Scuola per la polizia locale, e un emendamento di Iacop che prevede la collaborazione tra il Comitato tecnico regionale per la polizia locale e la struttura regionale competente. Ok dell’Aula anche a due emendamenti del Patto per l’Autonomia, sempre relativi all’allargamento delle funzioni del Comitato tecnico.

Via libera infine, con il benestare della Giunta, a 5 ordini del giorno collegati al ddl, concernenti corsi di legittima difesa nelle scuole (tema proposto da Emanuele Zanon di Regione Futura), l’estensione dell’esenzione del ticket in relazione agli infortuni sul lavoro per tutte le forze dell’ordine (M5S),l’attenzione ai fenomeni legati a violenza domestica e di genere(Patto Autonomia), la collaborazione con le forze di polizia d’oltreconfine (Patto) e la promozione di corsi di primo soccorso per i volontari della sicurezza (Zanon).

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