18/07/2024

di GFB

La mafia, la sacra corona unita, l’ndrangheta, la camorra. Tutte irrispettabili organizzazioni che fanno parte della storia del nostro bel paese e della intera sua estensione geografica, non più e da molto tempo fenomeno localizzato, feudale delle regioni meridionali ma presenza ramificata nel motore economico-industriale e politico italiano, che al nord ha il suo sviluppo maggiore. Qui si fanno gli affari, qui si ricicla il denaro in attività “pulite” o di copertura.

Il Friuli Venezia Giulia non fa eccezione ed anzi, ospita nel carcere di massima sicurezza di Tolmezzo i padrini che scontano la 41 bis, con relativo vai e vieni di parentado e amici degli amici.

La criminalità organizzata, nel nostro Paese, ci sottopone ad una guerra continua che non si ferma, nonostante i grandi successi ed impegno delle forze dell’ordine e dei magistrati. Questo per dirvi che un fenomeno radicato e capillare non consente di fare sconti a nessuno. Tantomeno a certi pseudo artisti immorali e bramosi di far parlare di sé, che cercano lo scandalo strumentale inneggiando alla parte marcia della società, ovviamente in nome della libertà di espressione.

La pesudo cantante folk calabrese Teresa Merante, a quanto pare molto amica della criminalità organizzata, invita a sparare ai poliziotti definiti “pezzenti”. Questa “signora”, che vanta, purtroppo, sui social oltre 3 milioni e mezzo di visualizzazioni ha scritto canzoni come “U latitanti”, “Il Capo dei Capi”, dedicato al boss mafioso Totò Riina, descritto come “uomo di tanto rispetto e onore”.

Nell’articolo dedicato all’argomento a firma di Elena Ricci su Il giornale.it html si sottolinea che nell’ultimo video clip di questa artistoide pubblicato alla fine dell’anno, con 88 mila followers, si inneggia alla liberazione di tutti i detenuti.

Nel suo articolo la Ricci intervista Wanda Ferro, deputata di Fratelli d’Italia, per la quale questi video sono assolutamente da bandire, per diffondere la legalità, non bastano le forze dell’ordine e la parte buona della Magistratura, occorre soprattutto la cultura e le arti come la musica, che possono fare tanto.

Lia Staropoli, presidente dell’Associazione “ConDivisa” e co – fondatore del Movimento Antimafia “Ammazzateci Tutti”, sempre intervistata da Il Giornale nell’articolo di Elena Ricci , ci ricorda che ‘ndrangheta, camorra e cosa nostra cercano il consenso sociale ovunque, perfino attraverso la musica e adesso – continua – la criminalità organizzata tenta di usare i social network.

Molto dura la linea presa dai sindacati di polizia che chiedono a gran voce che politici e autorità, sul fronte comune si adoperino affinché tali obbrobri siano immediatamente censurati. Ed io aggiungerei come pure questa cantastorie, che meriterebbe di essere indagata per affiliazione mafiosa solamente perchè non esiste il reato di apologia della mafia come lo è per il fascismo.

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