11/08/2022

Una cantilena che si ripete ogni anno, in cui molti sperano concretamente. Che finisca l’anno vecchio e tutte le sfortune che ci ha portato. Benvenuto l’anno nuovo con l’auspicio ci porti finalmente fortuna e denaro”. Sembra impossibile sentire frasi del genere da persone mature, blasonate e magari con incarichi elevati se non titolari d’azienda. Creduloni che sperano in miglioramenti grazie al fato, portati dall’anno nuovo, mentre si affrettano a leggere l’oroscopo. Spesso li trovi a bere un buon bicchiere per non pensare ai problemi. 

In verità sono sempre di più le persone che prendono coscienza delle possibilità di miglioramento e studiando a fondo i problemi, cercano soluzioni applicabili. In generale ci sono, a tutti i livelli, coloro che ritengono di essere fortunati e quelli che si costruiscono la loro sorte. I secondi cercano il potenziamento delle opportunità studiando e formando tutti coloro che li circondano. 

Oggi si parla sempre più di formazione nel contesto digitale, si pensa all’e-learning e alle piattaforme per la diffusione di contenuti all’interno dell’azienda, ma questo approccio è riduttivo e persino fuorviante, visto che molti di questi strumenti falliscono nel voler somministrare una formazione tanto fruibile e veloce quanto superficiale e incapace di mantenere l’attenzione e la concentrazione dell’utente online. Non sono gli attestati conseguiti che contano nell’ambito lavorativo, bensì le capacità acquisite. 

Adottare un approccio che pone al centro la persona significa cambiare radicalmente l’assetto della formazione a partire dagli aspetti progettuali e ragionare in termini di esperienza. Ponendo al centro dell’attenzione l’uomo, qualsiasi incarico abbia, significa in chiave diretta riversare i miglioramenti dei singoli all’intera azienda. Ognuno è fatto a modo suo, ha esperienze personali, scolastiche e famigliari differenti e solamente un formatore esperto e impegnato può considerare le peculiarità della persona e aiutarla a migliorare, non certo un software o un’app dello smartphone. 

Con la speranza siano sempre più coloro che prendano coscienza delle capacità e dei limiti delle persone, rivolgendosi a chi li può aiutare senza attendere la manna dal cielo, la fine della crisi globale, il ritorno all’economia reale. Ormai il sistema finanziario non cambierà se non con gravi conseguenze. Le borse continueranno a gestire l’economia dei numeri senza curarsi delle persone e dei prodotti. 

Pensare di motivare con intelligenza emotiva, vuol dire impegnarsi con la capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie e altrui emozioni.Trovare le persone o sviluppare le qualità di negoziazione per incrementare l’attività di scambio resa possibile dal diverso valore che le persone attribuiscono alle risorse. Non vuol dire imporsi con l’aggressività derivata dalla posizione dominante, né cedere, né scendere a compromessi. Problem solving è un termine molto di moda, ma l’abilità d’individuare situazioni problematiche, distinguendo prioritariamente quelli che sono i veri problemi, all’atto pratico non è semplice e richiede impegno, capacità ed esperienza. Qualsiasi lavoro, qualsiasi difficoltà si può risolvere più agevolmente con il lavoro di squadra. Il team si caratterizza per collaborare al raggiungimento di un obiettivo comune e proprio per questo aspetto si distingue dal gruppo i cui membri operano in vista di finalità disomogenee. Questo non esclude la possibilità di trovare suggerimenti giusti anche avvalendosi di professionisti esterni che sappiano generare empatia. 

Per comprendere meglio la tendenza esaminando i risultati dello scorso anno, abbiamo incontrato Loris Comisso, uno dei più esperti formatori della nostra regione (nell’intervista video).

Marco Mascioli 

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