13/05/2024

La Procura ha autorizzato la richiesta del Comune di Monfalcone ad ottenere le 37 mila pagine che compongono l’indagine sulla centrale A2A e con cui si ipotizza il Disastro Ambientale.
“Sono intenzionata ad approfondire tutte le tematiche analizzate e pertanto metterò a disposizione dei tecnici e dei professionisti che ci supportano uno spazio per visionare i faldoni prodotti. È necessario studiarli per poter valutare i passi processuali da attuare. Le pagine prodotte dalla Procura sono il punto di partenza, perché quando si parla di disastro ambientale bisogna andare fino in fondo, e lo vogliamo far assieme al Ministero competente”, ha dichiarato il sindaco di Monfalcone.
L’indagine era partita nel 2013 a seguito di un esposto che fece il Sindaco (allora consigliere di opposizione) e Alessandro Vescovini sull’inquinamento della centrale, producendo 1000 pagine.
“Non accetterò mai di abbassare la guardia…nella convinzione che ho sempre avuto –specifica il Sindaco-che al futuro si deve guardare a tutela del territorio, delle persone, del pil e dell’occupazione. Io sono più interessata a questi valori e meno ai vantaggi delle grandi aziende”.
Il Sindaco chiederà, pertanto, la chiusura della centrale a carbone, la sua dismissione e la bonifica dell’area, non solo a terra. “Il carbone non è un minerale innocuo. Il nostro obiettivo è dare lavoro nel rispetto della salute, mai a scapito. E noi monfalconesi sappiamo bene cosa voglia dire”.
“Mi farò parte attiva, con gli strumenti normativi che conosco” – ha aggiunto la sindaca – nella pretesa “che anche che ci ha inquinato e danneggiato il territorio fino ad oggi provveda a risanarlo.”
In relazione alla “competenza primaria o prelevante” il Comune ha la possibilità di avviare la richiesta di un Accordo Programmatico tra gli attori interessati per ipotizzare un progetto di sviluppo economico e produttivo alternativo alla centrale, sempre nel rispetto delle linee green e della tutela dell’ambiente, come ribadito nei tavoli già in corso.

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