11/05/2021

Oltre 200 le opere esposte tra quelle permanenti e quelle a rotazione

CASA CAVAZZINI,  A UDINE IL NUOVO MUSEO D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

Completato l’allestimento della nuova sede museale di via Cavour con nuove percorsi, collezioni ed opere inedite
Taglio del nastro con l’inaugurazione della mostra temporanea Metamorphosis – Le collezioni Moroso fra design e arti visive

Un moderno e funzionale museo, già destinato a trasformarsi in un centro propulsore e di ricerca sul contemporaneo. Apre ufficialmente al pubblico “Casa Cavazzini – Museo d’arte moderna e contemporanea di Udine”, nel centro storico del capoluogo friulano.

Nuovi allestimenti, opere fino ad ora mai viste, percorsi ed esposizioni a rotazione caratterizzeranno la nuova “casa” dell’arte udinese. Il tutto all’interno di una struttura moderna e funzionale, ma che conserva al suo interno una parte importante della storia udinese e del palazzo stesso come i reperti archeologici ritrovati durante i lavori di ristrutturazione, le splendide tempere murali di Afro Basaldella, o gli altrettanto spettacolari affreschi risalenti alla seconda metà del Trecento.
Gli allestimenti del nuovo museo sono stati progettati dall’architetto Giulio Zaccarelli di Bergamo, supportato dallo studio “TQuattro”, sempre di Bergamo, per la parte grafica. Nei primi mesi di vita del nuovo museo, inoltre, sarà online anche un blog dedicato esclusivamente a “Casa Cavazzini”. Un luogo virtuale dove il visitatore potrà trovare immagini, informazioni, curiosità oltre a uno spazio per le discussioni.

Il complesso si trova all’interno dell’edificio cinquecentesco acquisito dal Comune su precisa disposizione testamentaria del commerciante udinese Dante Cavazzini. Disposizione tenacemente sostenuta dalla vedova Aminta Flebus Cavazzini, mancata qualche anno fa, che perfezionò il passaggio al Comune nel 1987, anno successivo alla scomparsa di Dante. Il museo, che si affaccia su via Cavour e via Savorgnana, si sviluppa su tre livelli per complessivi 3 mila e 500 metri quadri. Il primo e il secondo piano saranno destinati ad accogliere il percorso espositivo permanente con un allestimento delle collezioni completamente rinnovato rispetto al precedente museo (saranno oltre 200 le opere in esposizione, tra quelle permanenti e quelle a rotazione). Al secondo piano troverà posto la collezione Astaldi, donata nel 1982 da Maria Luisa e Sante Astaldi per incrementare le raccolte di arte moderna dei Civici Musei di Udine. Un lascito che conta opere di artisti di fama internazionale come De Chirico, Savinio, De Pisis, Carrà e Santomaso, solo per citarne alcuni. Sarà inoltre nuovamente visibile al pubblico anche la collezione “Friam” (Friuli Arts & Monuments), costituitasi con opere donate da artisti americani a seguito del terremoto che colpì il Friuli nel 1976. Le opere di Willem De Kooning, Carl Andre, Frank Stella, solo per citare alcuni dei nomi più noti, rappresentano infatti uno dei fiori all’occhiello delle raccolte museali.

In un’apposita sezione allestita al primo piano, inoltre, saranno visibili anche le straordinarie opere dei fratelli Dino, Mirko e Afro Basaldella, proprio accanto all’appartamento padronale, ora parte integrante del percorso espositivo, dove Dante Cavazzini, nel 1938, fece realizzare dal giovane Afro un importante ciclo di tempere murali, recentemente restaurate. Museo nel museo, i lavori di restauro di “Casa Cavazzini” hanno portato infatti anche alla luce le splendide tempere murali di Afro Basaldella, oltre agli altrettanto spettacolari affreschi risalenti alla seconda metà del Trecento raffiguranti soggetti profani e rilevanti per lo studio della pittura gotica nell’area friulana. Il progetto di ristrutturazione ha voluto inoltre valorizzare due aree, lasciandole a vista, che hanno regalato sorprese dal punto di vista archeologico e artistico: una bellissima vasca-cisterna “alla veneziana” del XVI secolo e un consistente deposito di vasellame protostorico databile alla prima età del ferro (seconda metà dell’VIII sec a.C.), che costituisce il ritrovamento più antico documentato nel sito di “Casa Cavazzini”.

Ed è proprio sulla grande parete bianca sopra i ritrovamenti archeologici, vicino all’ingresso, che verrà proiettata l’installazione “In teoria”, realizzata dallo studio E-Flux di Marotta e Russo. Delle tag-claud, delle parole, scorreranno sul muro riportando le frasi e i vocaboli che ricorrono più frequentemente nei testi di critica dell’arte del Novecento. Una sorta di benvenuto all’arte per tutti i visitatori che stanno per immergersi nel fascino del moderno e del contemporaneo

Se i vari livelli del museo presenteranno le collezioni permanenti, il piano terra del palazzo verrà dedicato invece all’allestimento di esposizioni temporanee e ad altri eventi collaterali che diventeranno altrettante occasioni per invitare il pubblico a partecipare attivamente alla vita della nuova sede espositiva.

Ed è proprio al piano terra del nuovo Museo d’Arte Moderna e Contemporanea che inaugura come main-event, in concomitanza con l’apertura di “Casa Cavazzini”, la mostra “Metamorphosis: le collezioni Moroso fra design e arti visive” dedicata a una delle più conosciute industrie di arredo e design friulane a livello internazionale proprio nel 60° anniversario dalla nascita della storica azienda friulana.

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