26/03/2026

La due giorni a Villa Manin di Passariano sull’Intelligenza Artificiale è un evento di grande interesse ha dichiarato dal palco l’assessore del Friuli Venezia Giulia ai Sistemi informativi, Sebastiano Callari, non nascondendo, però, la sua ” ” preoccupazione per il ritardo enorme che il nostro Paese sta accumulando nel settore . L’AI è un’invenzione straordinaria tanto quanto fu quella della ruota ma il Paese non è ancora

abbastanza proattivo. E’ quanto mai strategico che l’Italia metta in atto misure per essere al passo con i grandi investimenti che altre nazioni stanno già compiendo per questa nuova opportunità tecnologica”.

Sebastiano Callari, è intervenuto in occasione della prima giornata del Laboratorio Sanità 20/30 AI (Intelligenza Artificiale), l’evento organizzata dal Laboratorio Sanità 2030 Fvg, Regione Fvg e Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) con l’obiettivo di riunire un numero selezionato di esperti nazionali ed internazionali. Presente anche Diego Antoni Amministratore unico di Insiel spa.

Un passaggio dell’assessore ha riguardato la normativa italiana che regolamenta l’applicazione dell’Ia e in particolare il settore sanitario: “Agenas ha il compito di realizzare la piattaforma di intelligenza artificiale ma, secondo la norma, lo dovrà fare senza che impatti sulle finanze pubbliche – ha chiarito Callari -, questo dà la fotografia di come l’Italia soffra di problemi di visione così come lo danno gli investimenti. Si presume – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – che le nostre aziende investiranno nel settore nel 2024 circa 760 milioni di euro per adeguare il sistema produttivo all’Ia, quando i grandi colossi della tecnologia mondiale investiranno 200 miliardi di euro: anche questo aspetto dà la misura del gap italiano”.

“Eventi come questo sono di grande importanza perché viene data la parola agli esperti – ha indicato Callari – soprattutto ora, in un contesto in cui non abbiamo ancora un sistema universitario che si occupi di questo innovativo settore. In questo campo dobbiamo confrontarci con il mondo intero per non rischiare di essere lasciati indietro”.

Per Callari, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale è un’opportunità “che va certamente conciliata con l’aspetto etico dei suoi utilizzi tenendo conto, però, che questo aspetto non può bloccarne lo sviluppo”.

L’assessore regionale nell’aprire la sessione dedicata a ‘Le società Ict in house: la sfida dell’intelligenza artificiale in sanità’ ha messo in evidenza la necessità di investire in questo nuovo settore per evitare di arrivare ad un “AI divide” in cui le PA non siano in grado di comprendere e sfruttare queste tecnologie.

“Dobbiamo formare specialisti Ict nella Pa – ha concluso Callari – perché non sono ormai sufficienti generiche iniziative per lo sviluppo delle competenze”.

Antoni ha invece sottolineato come “la grande mole di dati che le Ict in house come Insiel gestiscono, rappresenta un valore, il punto di partenza verso l’evoluzione delle tecnologie del futuro, soprattutto in ambito sanitario. Il patrimonio informativo rappresentato dai dati è fondamentale nei processi di digitalizzazione, di questa come delle altre regioni. Le opportunità vanno colte lavorando nel rispetto delle norme sulla privacy”.

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