28/03/2026

Udine, ott 2022 – “Per la prima volta la Regione Friuli Venezia Giulia  ha organizzato una conferenza dedicata a tutte le lingue minoritarie presenti nel territorio, con l’obiettivo di creare un’occasione di confronto per capire quali sono le problematiche che investono le diverse minoranze e se ci sono delle buone pratiche che si sono dimostrate efficaci per altre lingue e che possono essere messein atto”.

E’ quanto ha osservato l’assessore alle Autonomie locali con delega alle lingue minoritarie, Pierpaolo Roberti, che  a Udine ha portato il saluto istituzionale alla tavola rotonda finalizzata alla promozione e valorizzazione delle minoranze linguistiche del Friuli Venezia Giulia. “Il friulano, lo sloveno e il tedesco – ha sostenuto Roberti – sono lingue molto diverse tra loro, ma le criticità a cui siamo chiamati a dare una risposta sono le medesime. Tra queste rientrano sicuramente la possibilità di comunicare in tutti gli ambienti istituzionali della regione utilizzando la lingua minoritaria, ma anche il problema dello spopolamento delle aree di confine. E’ necessario favorire l’integrazione nel tessuto comunitario di chi, provenendo da un’altra regione o nazione, desidera approcciarsi a queste lingue”.

Creare, dopo l’Arlef, anche l’Arles e l’Arlet, per sviluppare le politiche di tutela dello sloveno e del tedesco attraverso il lavoro di agenzie dedicate, sulla falsariga di quella che oggi si occupa del friulano.

Un momento del dibattito con i consiglieri regionali: da sinistra Massimo Moretuzzo, Emanuele Zanon, Franco Mattiussi e Marko Pisani

È la proposta lanciata   da Marko Pisani, consigliere regionale della Slovenska Skupnost,  l’assessore regionale Pierpaolo Roberti ha valutato questa idea come “interessante, anche se mi riesce difficile capire come possa essere declinata rispetto all’organizzazione della minoranza slovena che oggi è molto diversa, dove le associazioni sono rappresentate nella commissione consultiva e sono già in grado di influire sugli indirizzi da dare”.

 “A prescindere dalla forma specifica – ha risposto Pisani – propongo di ampliare le competenze dell’Ufficio centrale per la minoranza slovena”.

“Il nuovo sito web plurilingue del Consiglio regionale – ha detto ancora Pisani – dovrebbe diventare la regola anche per altri enti, rendendo più facili anche aspetti pratici come la traduzione dei moduli”. Pur mettendo in luce il problema demografico, che ha causato negli ultimi anni un calo di iscritti alle scuole slovene del 12 per cento, Pisani considera incoraggianti le recenti risposte identitarie dei giovani, “protagonisti a centinaia, in abiti tradizionali, anche alle recenti nozze carsiche a Rupingrande”.

Il tema della tutela della minoranza linguistica friulana è stato invece trattato dai consiglieri Massimo Moretuzzo (Patto per l’Autonomia), Emanuele Zanon (Regione Futura/Gruppo misto) e Franco Mattiussi (Forza Italia). “Negli ultimi 25 anni – ha osservato Moretuzzo – è stato fatto un lavoro importante al punto che oggi, come ha spiegato William Cisilino dell’Arlef, siamo vicini alla realizzazione di un dizionario monolingue, un grande risultato”.

Moretuzzo ha poi parlato di “luci e ombre” a proposito del mondo della scuola: “E’ importante la certificazione delle competenze degli insegnanti e il fatto che un numero crescente di famiglie chieda di studiare la marilenghe, ma ci sono ancora dirigenti scolastici che durante la pandemia volevano accantonare il friulano, come se fosse un “di più” e non una materia come tutte le altre”. Il consigliere ha poi ricordato gli incentivi previsti dalla legge Sviluppimpresa per chi utilizza il friulano nel sistema economico e produttivo, ed è convinto che la lingua locale possa rappresentare un potente veicolo di integrazione anche per gli stranieri che arrivano in Italia”.

Zanon ha centrato il suo intervento sul “dramma della denatalità, che nel giro di trent’anni porterà a un calo della popolazione di 5 milioni in Italia, penalizzando in particolare i piccoli paesi, specie in zona montana, che rappresentano oggi il 70 per cento dei comuni in Fvg”. Ed è proprio in quei piccoli centri – ha sviluppato il suo ragionamento Zanon – che la maggior parte della popolazione pratica quotidianamente la lingua locale. Importante si rivela allora “il trasferimento generazionale, dare continuità alla lingua locale”.

E proprio sul turismo si è soffermato Mattiussi. “Da piccolo imprenditore del settore – ha raccontato il consigliere – posso dire che il friulano ci ha consentito di creare un prodotto più interessante. Ricordo l’accordo che facemmo con la rivista La Patrie dal Friul, distribuita negli alberghi. Qualcuno addirittura se la portava a casa come un cadeau. Analogo interesse – ha sottolineato ancora il consigliere – suscita l’iniziativa di un’azienda di Remanzacco che utilizza simpaticamente il friulano nelle sue bustine di zucchero”.

Collegato da remoto, il vicepresidente del Consiglio regionale, Stefano Mazzolini, si è soffermato sulle problematiche della minoranza linguistica tedesca. “Nella Valcanale – ha ricordato il consigliere della Lega – siamo riusciti a realizzare una scuola plurilingue a Ugovizza, e anche l’istituto superiore Bachmann a Tarvisio sta lavorando in questa direzione”.

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