Esiste una correlazione tra Covid19 e malattie dell’occhio? Sappiamo che sia la ricerca che letteratura scentifica hanno potuto fare riferimento ad una grande quantità di dati raccolti a causa del numero dei casi nel mondo, lasciando ancora quesiti irrisolti, come per esempio sulel cause della pandemia o su eventuali effetti di lungo termine dei vaccini mentre abbiamo già delineata l’incidenza, perltro minima, delle cosidette reazioni avverse dei vaccini nel brevvismo periodo.
Se uno dei problemi più gravi, più pèericolosi per la salute, sono state le polmoniti bilaterali interstiziali, che hanno portato molte persone a morire, ci sono state anche conseguenze sull’olfatto e sul gusto. Ma oggi parliamo dell’occhio, ripercorrendo le sue più comuni patologie, cercando di capire se il covid abbia interferito con questo importante organo, e lo facciamo incontrando il professor Antonio Pasquale Ciardella Direttore di Struttura Complessa in Vitreo-Retina (Policlinico S.Orsola-Malpighi). Qui si occupa della diagnosi e terapia medico- chirurgica delle patologie vitreo retiniche e maculari. Ciardella, che è autore di più di 100 pubblicazioni, vanta un curriculum professionale di eccellenza che parte dsalla sua laurea presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Pisa il 26 Ottobre 1989 coon specializzazione in oftalmologia. Gli studi e l’attività sono poi proseguiti per diversi anni negli Stati Uniti dove ha diretto il settore Oftalmologia al Denver Health Medical Center dal 2003 2007, Negli Stati Uniti il prof Ciardella ha anche insegnato all’universita del Colorado e Ha svolto attività di ricerca clinica sulla retinopatia diabetica, le occlusioni vascolari retiniche e le maculopatie.

(LE RISPOSTE ALLE SEGUENTI DOMANDE SONO ASCOLTABILI NEL PODCAST AUDIO)
Prof. Antonio Ciardella, quali sono loe patologie più diffuse della sfera oculare e in percentuale quanta parte della popolazione italiana ne risulta affetta?
Quindi queste patologie sono diffuse più negli anziani…
Sono patologie che si possono manifestare come effetto secondario di altri disturbi?
Prima di parlare di patologie dell’occhio dipendenti dal covid, va innanzittutto detto che le complicazioni sono state per lo più dovute all’interruzione o al rallentamento delle terapie, a causa dell’emergenza sanitaria…. e questo rallentamento dell’assistenza ha provocato aggravamenti dello stato patologico nei pazienti…
Ma oltre ai danni da rallentamento nell’assitenza, il virus ha colpito anche l’occhio?
Si parla di congiuntiviti dovute al covid o di patologie derivanti dall’uso prolungato delle mascherine…
Secchezza dell’0occhio dovuta al fatto che indossando la mascherina durante l’espirazione l’aria viene convogliata verso gli occhi, uscendo dalla parte superiore della mascherina…
Riprendiamo il tema sull’affaticamento oculare dovuto agli schermi degli attuali devices: televisori, schermi dei computer, dei tablet, deghli smartphone POssiamo dire che gli schermi di oggi siano meno dannosi rispetto a quelli del passato? oppure malessere, affaticamento e patalogie dell’occhio in relazione agli schermi hanno altre motivazioni?
Quando si avverte un calo della vista , l’idea che per prima ci viene in mente è quella di correre dall’ottico per ripristinare la vista attraverso degli occhiali. Sena cadere nell’ipocondria, Lei ritiene che sempre e comunque si debba essere più cauti, non limitandosi cioè all’ottico e a un paio di occhali?
Quindi un controllo della vista e degli occhi su base annuale dai 50 anni in su è consigliabile ma dai 50 anni in giù, visto che abbiamo parlato anche di giovani e di utilizzo domestico intensivo dei devices nell’ambito dell’oculista la ricerca cosa ha portato fino ad oggi nelle mani del medico curante e negli occhi del paziente?
e il feedback di questi farmaci sulla cura delle patologie?





