28/03/2026

Una Premiazione che, muovendo da una lunga tradizione, guarda al futuro. Un futuro che si annuncia particolarmente complesso e in veloce cambiamento, con la rivoluzione tecnologica che continua a trasformare la nostra società, non senza portarsi dietro carichi di rischi per molti versi ancora sconosciuti. Ma l’innovazione dev’essere una leva di crescita e miglioramento, e l’economia e le imprese ne devono essere protagoniste, anche quelle di un Fvg interconnesso con il mondo. Su queste considerazioni si è celebrata (giovedì 14 novembre), la prima Premiazione dell’economia e dello sviluppo del territorio, per la prima volta è stata realizzata dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine, dopo l’accorpamento, avvenuto lo scorso autunno, tra le Camere dei due territori.

È stata dunque una Cerimonia speciale per festeggiare 85 premiati (di cui cinque Targhe dell’Eccellenza), tra imprenditori, lavoratori e personalità che si sono particolarmente distinte, con il loro impegno quotidiano, dentro e fuori dai confini regionali.

Targhe dell’eccellenza che sono state conferite all’Arma dei Carabinieri (istituzioni), a Chiara Valduga per il Gruppo Cividale (internazionalizzazione), al Cro di Aviano (scienza), all’Associazione Maratonina Udinese (marketing territoriale) e al giovane neurologo Alberto Vogrig (ricerca). A festeggiare la novantina di premiati, un Teatro Giovanni Da Udine al completo, con in sala le principali personalità del mondo economico e istituzionale del Fvg, oltre ovviamente a tantissimi amici e parenti dei premiati.

A fare gli onori di casa, il presidente della Camera di Commercio Giovanni Da Pozzo, sul palco assieme al sindaco di Udine Pietro Fontanini e all’assessore regionale alle attività produttive Sergio Emidio Bini.

E se Fontanini ha ricordato come questi ultimi siano stati anni positivi per l’economia friulana, dopo anni difficili, lanciando quindi un messaggio di fiducia per il futuro, Da Pozzo ha approfondito i temi della serata, riassunti in una serie di parole chiave, che sono state proiettate sul maxischermo alle sue spalle. «Questa Premiazione – ha detto Da Pozzo – è un bel momento che ci permette di ricordare come Pordenone e Udine insieme rappresentino oltre il 90% del territorio regionale, l’80% delle imprese, il 70% delle presenze turistiche solo nella provincia di Udine.

Inoltre 400 sono le imprese di Pordenone e Udine tra le Top 500 della regione.

Tra le tante parole chiave della Premiazione, una delle più “pesanti” è senza dubbio “globalizzazione”, legata alla geoeconomia mondiale in cerca di nuovi paradigmi. Oggi, ha detto Da Pozzo, ci si rende conto che, con la globalizzazione, potrebbe non essere andato tutto come si pensava o come atteso e programmato. La rivoluzione tecnologica corre a un passo difficile da elaborare, la sua portata è dirompente, ma comporta rischi enormi, molti dei quali tuttora ignoti alla maggior parte di noi, tra i quali gli influssi sulla coesione sociale, sulla consapevolezza e l’impegno dei cittadini, sul mercato del lavoro e sulle fondamenta stesse delle nostre organizzazioni sociali.

Se c’è una cosa positiva a cui la globalizzazione ci ha portato, è stata la necessità di riportare al centro l’uomo, mai come ora messo di fronte alle sue responsabilità. In un contesto così interconnesso – ha argomentato Da Pozzo – le azioni individuali possono diventare motore di un cambiamento globale e le piccole e medie imprese hanno oggi un ruolo cruciale in questo processo.

Crescita significa considerare l’uomo inserito nell’ambiente. E la responsabilità sociale, anche nel fare impresa, non va considerata un valore fine a se stesso o una semplice tattica di marketing, ma una strategia reale, un modo di essere, basilare per la vita stessa dell’impresa, in grado di portare a reali vantaggi, economici e non solo, per l’azienda e oltre l’azienda.

Secono l’assessore Bini è arrivato il momento della responsabilità e dell’azione congiunta. Dobbiamo assieme recuperare capacità di visione, coraggio e responsabilità». Bini ha anche stigmatizzato il reddito di cittadinanza, evidenziando al contrario la necessità che si investa nelle imprese e nel sistema economico.

All’intervento di Bini è seguito quello dell’ospite d’onore, il giornalista Federico Rampini, che ha ripreso e approfondito il tema della globalizzazione, e dell’influenza cinese. Rampini ha ricordato come esistano «cantieri cinesi in tutta l’Eurasia, in Africa, nel Golfo Persico e anche vicino a noi, con investimenti di mille miliardi in un decennio. È la Cina che dice ai suoi partner “vi costruisco io le infrastrutture del futuro”». E ricordando che «gli imperi in ascesa costruiscono strade, gli imperi in declino costruiscono muri», ha ribadito come la Cina stia oggi facendo una proposta forte al mondo, anche se ovviamente non è un regalo. «La Cina non regala le infrastrutture, fa dei prestiti. Abbiamo già dei casi di Stati che non possono pagare e i cinesi diventano proprietari di quelle infrastrutture». Una riflessione ad ampio raggio sulla portata della proposta cinese, non solo di costruzione di infrastrutture, ma di effettiva visione del mondo, che sarà destinata ad avere riflessi importanti sul nostro futuro, assolutamente da non sottovalutare.

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