Tanto si parla di Camera di Commercio (abbreviazione comune della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura) a causa della paventata unione delle camere di Trieste e Gorizia e di Udine con Pordenone, ma molti non hanno ben chiaro di cosa si tratta. Sono enti autonomi di diritto pubblico dotati di proprio statuto con autogestione organizzativa e finanziaria. Non gestiscono soldi pubblici, non sono enti del Governo.
Tra i numerosi compiti istituzionali attribuiti alla Camera di commercio, c’è la tenuta di albi, professionali di categoria cosiddetti “ordini di categoria”, istituiti per lo svolgimento di una determinata attività economica ad esempio agente di commercio, mediatore, spedizioniere, raccomandatario marittimo e altri. Se qualche politico si svegliasse con la geniale idea d’istituire un albo per i collezionisti di farfalle, probabilmente le Camere di Commercio dovrebbero attivarsi per la tenuta di questo nuovo registro. L’iscrizione sarebbe subordinata al possesso di requisiti morali, culturali e professionali stabiliti dalle norme di riferimento emanate dal Governo che istituirebbe quell’Albo, Ruolo o Elenco.
Coloro che giudicano favorevolmente o negativamente la fusione tra le diverse Camere provinciali, come sta avvenendo piano piano in tutta l’Italia, dovrebbero forse chiedersi: ma a me?
Gli uffici e le rispettive funzioni rimarrebbero gli stessi e negli stessi luoghi, anche se perderemo un presidente su due. Del resto bisogna considerare anche che l’informatizzazione di tutti questi servizi, speriamo in tempi brevi, consentirà di accedere a informazioni, registrazioni e modifiche direttamente tramite il web. Non sono a carico del contribuente, bensì delle aziende interessate, in nessun caso le fusioni comporteranno disagi per gli utenti. Sicuramente con persone come Michelangelo Agrusti (presidente Unindustria di Pordenone) e Giovanni Da Pozzo (presidente della CCIAA di Udine) , la soluzione di mezzo, che prevede una Giunta composta di otto componenti, quattro di Pordenone e quattro di Udine, con presidenza a Udine e vice presidenza vicaria a Pordenone, consentirà di curare gli interessi degli iscritti. Anche considerando un territorio più vasto (che in realtà rappresenta la provincia di Udine prima del 1968) si potranno mettere in atto azioni tese a sviluppare le attività a livello internazionale, a beneficio del territorio delle due zone, dimentichi dei vincoli dettati dal provincialismo.
Analizzando le esigenze dei due territori, ci si rende facilmente conto che le opportunità di proposte unitarie coincidono praticamente in ogni aspetto: il vino, un complesso piano di copertura di tutti i mercati emergenti, tra cui Canada con Grandi Degustazioni, Borse vini in Messico e Asia; agroalimentaredi selezionati operatori delle due province a favore del turismo, incontri b2b e Borsa del Food; il turismola Borsa Mirabilia, a Pavia a fine ottobre; l’ediliziae la meccanica, con la missione a inizio ottobre tra Messico-Colombia e a inizio dicembre tra Argentina, Cile e Perù; l’arredocon grosse opportunità in Centro America e la vicina fiera di Rovigno a novembre.
L’attività della Camere di commercio è diretta a promuovere lo sviluppo del sistema delle imprese nell’ambito del territorio provinciale, con i finanziamenti che derivano dalle imprese e apportano benefici e vantaggi agli stessi operatori economici che svolgono attività sul territorio. Considerata la crisi in diversi settori e la cancellazione delle provincie, un adeguamento delle Camere di Commercio che inizialmente era visto in cagnesco da entrambe le parti, ora è considerato possibile. L’esecutivo, ravvisando la bontà dell’iniziativa, ha deciso di rinunciare all’appello innanzi al Consiglio di Stato (del 30 agosto). Parallelamente Unindustria Pordenone e Confartigianato Pordenone si sono impegnati a rinunciare alle altre azioni intraprese, tanto quanto faranno a Udine.
Innegabile l’importanza dell’intercessione da parte del Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, nella Villa Manin a Passariano di Codroipo (UD), ha portato le due parti a esternare comuni intenti di unione. Da subito porterà a una più razionale gestione delle due Camere di Commercio, al fine di assicurare il continuo miglioramento dell’efficacia, dell’efficienza e della qualità dei servizi camerali, nonché di accrescere la soddisfazione delle richieste del cliente. Come sempre: l’unione fa la forza.
Marco Mascioli






