31/03/2026

Collio. Brda. In den Ecken. Cuei. Italiano. Sloveno. Tedesco. Friulano. Quattro espressioni in quattro lingue diverse per indicare la medesima area geografica tra Italia e Slovenia, tra i fiumi Isonzo e Judrio, al centro dell’esclusivo progetto transfrontaliero di candidare questo territorio disegnato da un armonioso susseguirsi di colline coltivate a vigneti, frutteti, ulivi, a entrare nella Tentative List del Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco.

La presentazione del progetto si è tenuta a Bruxelles, nella sede dell’Ufficio di collegamento della Regione FVG, alla presenza del presidente del Consiglio regionale Franco Iacop in occasione dell’inaugurazione della mostra a “Collio Brda 1915-1917 – soldati tra vigneti e ciliegi” curata da Giovanni Battista Panzera e organizzata dalla Società Cormonese Austria, in collaborazione con il Goriski Muzej.

Un’occasione per ripensare alla storia – ha sottolineato Iacop – di questo territorio rimasto unitario per mille anni nonostante le molte vicende storiche, come conferma la sua denominazione quadrilingue dal medioevo al 1918, quando era governato dall’impero Austriaco.

La geografia politica ha per quasi mezzo secolo separato i profili di una geografia fisica di straordinaria bellezza, forgiata da economie, tradizioni, architetture comuni e relazioni sociali e culturali che dal 2007, con l’abolizione definitiva della frontiera e l’ingresso della Slovenia nell’Ue, hanno ripreso a scorrere sulle medesime strade di un tempo.

Entrare nella lista Unesco significa riconoscere la storia e l’identità di ciascun popolo e promuovere la tutela del
patrimonio naturale e culturale del luogo – ha insistito Iacop – sottolineando il valore simbolico dato alla presentazione del progetto di candidatura in occasione dell’inaugurazione della mostra, nel centenario della
Prima Guerra Mondiale.

La rassegna, racconta le vicende belliche del conflitto tra Italia e Austria nel teatro di un territorio fertile e coltivato, che portava i suoi frutti e le sue primizie nel cuore dell’Europa e che fu violato e tormentato
da insediamenti militari e bombardamenti.
Si tratta di una importante e utile operazione della memoria, ricostruzione storica e culturale in equilibrio tra storia e microstoria.

” Un territorio che solo artificiali confini politici hanno diviso si ritrova ora unito per valorizzare la
propria storia, il proprio paesaggio e in definitiva le proprie prospettive future. Una sfida vinta in termini di unicità per un territorio, in chiave turistica ed economica, certo, ma anche e soprattutto in termini culturali”.

L’assessore alle Risorse agricole e forestali del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Shaurli, commenta così la candidatura del Collio a sito patrimonio mondiale dell’Unesco. La candidatura, fortemente sostenuta dalla Regione, coinvolge i comuni di Capriva, Cormons, Dolegna, Farra, Gorizia, Mossa, San Floriano, San Lorenzo Gorizia, Dolegna, nonché quello sloveno di Brda, e vede la collaborazione di diverse istituzioni pubbliche e private del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia.

L’iter è partito nel 2015 per iniziativa delle Amministrazioni comunali ed è ora nella fase di redazione del dossier che servirà in primo luogo ad ottenere il via libera dai ministeri per i Beni e le attività culturali e dell’Ambiente. Spetta infatti ai due dicasteri aggiornare la “Tentative list” nazionale, ovvero l’elenco di siti che l’Italia propone all’Unesco.

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