28/03/2026

Non poteva che finire così. Un calcio in c… al direttore e ai dipendenti coinvolti nei maltrattamenti agli anziani, documentati dalle telecamere nascoste dalle Forze dell’Ordine all’interno della casa di riposo “La Consolata” di Vercelli, appartenente alla galassia Sereni Orizzonti. La decisione è stata comunicata al Messaggero Veneto dall’Amministratore Delegato del Gruppo mentre Massimo Blasoni, patron di Sereni Orizzonti, ha espresso con chiarezza attraverso il suo profilo Facebook, che l’unica strada era quella di agire con fermezza per non danneggiare il lavoro di ben 1800 persone che quotidianamente si impegnano con dedizione e per salvaguardare il nome della società, che controlla oltre 50 case di riposo in Italia.
La vicenda risale all’agosto scorso, quando sono scattate le indagini su segnalazione del parente di una ospite della casa di riposo, dopo aver notato dei segni sospetti sul suo corpo.

Non è la prima volta che nel settore assistenziale ed ospedaliero si verificano casi del genere. Ingiustificabili e da punire severamente ma non senza comunque aprire una seria riflessione sulle motivazioni che portano ad estremizzare, fino alla violenza fisica e psicologica, il rapporto tra operatori e utenti, anziani o disabili che siano.

Dal suo profilo facebook, Blasoni si è chiesto perchè direttori, responsabili di area e di settore, quindi tutta una gerarchia di comando e controllo, non sia riuscita a bloccare la degenerazione avvenuta a Vercelli. Poi, la ragion di stato unita la difesa dei lavoratori e la necessità di dare immediatamente un segnale all’opinione pubblica, hanno prevalso.

Il problema, però, rimane aperto e c’è da chiedersi quale sia il dato o i dati dai quali partire per eliminare alla radice l’eventualità del suo ripetersi. Aumentare la professionalità degli operatori? misurare in qualche modo il loro equilibrio psichico e la loro capacità di resistenza? o prendere le misure della loro empatia e resilienza? o, magari, guardando all’altra sponda del fiume, individuare quali siano le eventuali criticità organizzative dell’azienda che portino a casi di burnout?

Oltre ad occuparsi meritoriamente di economia dai vari canali televisivi, vorremmo vedere questo dinamico imprenditore promuovore anche adeguatamente e continuativamente iniziative di formazione e di riflessione a tutto campo sulle problematiche che riguardano il settore socio assistenziale, un settore delicato dove professionalità deve fare necessariamente il paio con umanità, disponibilità e quindi con la tutela dell’integrità psicofisica degli OSS.

GFB

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