13/05/2021

Di Marco Mascioli

Mentre si attende la pubblicazione nella gazzetta ufficiale della repubblica italiana del DPCM firmato nella notte da Conte e in vigore dal 5 novembre, in cui si dividerà l’Italia in tre fasce colorate di rosso, giallo e verde, si festeggia l’unità nazionale e le Forze Armate. 

A Roma, in una piazza Venezia piena di cantieri, gru e conseguenti deviazioni del traffico, con una minima rappresentanza di militari di tutte le forze armate, si è celebrata la festività con la consueta deposizione della corona d’alloro presso l’altare della patria in onore dell’ignoto milite. 

Il presidente della repubblica Mattarella, per l’occasione del 4 novembre, ha indirizzato un messaggio al ministro della difesa Lorenzo Guerini, in cui dice che “Le donne e gli uomini delle Forze Armate, con la prontezza e la professionalità che li contraddistingue, dimostrano il loro essere risorsa preziosa e insostituibile, in armonia con le altre articolazioni dello Stato. Il loro operato, silenzioso ed efficace e la loro genuina dedizione suscitano orgoglio e profonda riconoscenza in tutto il Paese”. 

Nella capitale c’erano sia il presidente del consiglio Conte, sia la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati (che poi volerà in Friuli Venezia Giulia), sia il presidente della camera Roberto Fico. Oltre al Capo di stato maggiore della difesa Enzo Vecciarelli con le massime autorità militari e immancabile quanto preciso e puntuale il sorvolo delle Frecce Tricolori con l’alona colorata, estesa nell’esatto istante in cui il trombettista ha terminato l’esecuzione del silenzio in onore dei caduti. 

Il Presidente Sergio Mattarella in occasione della deposizione di una corona d’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto, nella ricorrenza del Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate. (Foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Altre cerimonie commemorative si sono tenute ovunque in Italia, compresa Redipuglia (GO) presso il più grande e maestoso sacrario italiano dedicato ai caduti della Grande Guerra e in tutti i Comuni della regione, anche se con pochi partecipanti per questioni di prudenza anti – Covid, ma è sempre bello vedere le bandiere fuori dalle case, sui balconi, sia pubblici, sia di privati cittadini, anche in un periodo come questo in cui buona parte degli italiani non esprimerebbe pensieri benevoli nei confronti del governo. 

“Da Redipuglia, un pensiero viene doverosamente rivolto a tutte quelle donne e quegli uomini impegnati sugli scenari di pace in giro per il mondo ma che, da alcuni mesi, vengono utilizzati anche sul fronte interno come aiuto alle strutture ospedaliere e civili. A loro va il ringraziamento della nostra comunità regionale, perché le Forze armate costituiscono anche un presidio della democrazia a tutela della libertà individuale di ogni cittadino di questa Regione e di questo Paese”.

Lo ha sottolineato al Sacrario militare di Redipuglia il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin.
Alla cerimonia hanno partecipato anche la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e l’assessore Fvg al Patrimonio, Sebastiano Callari, in rappresentanza del governatore Massimiliano Fedriga.

La presidente Alberti Casellati, dal canto suo, ha ricordato che “siamo qui per celebrare le Forze Armate, grande esempio per noi cittadini, perché sempre a disposizione di tutti , e la giornata dell’Unità nazionale costituisce un richiamo a quella coesione e a quella collaborazione necessarie proprio in un momento straordinario come quello che stiamo vivendo”.
“Questa giornata assume oggi un significato particolarmente importante, perché nel celebrare l’Unità nazionale e le nostre Forze Armate dobbiamo trovare lo slancio per stringerci attorno al valore di Patria, avendo la consapevolezza che solo uniti potremo superare le difficoltà dovute alla pandemia”.


L’assessore regionale al Patrimonio del Friuli Venezia Giulia, Sebastiano Callari, a margine della cerimonia, ha ricordato l’alto significato della cerimonia ,”… i problemi che stiamo attraversando chiedono a tutti un sacrificio quotidiano. A questo, però, si sommano le complicazioni legate all’ultimo Dpcm, la cui interpretazione “non appare sufficientemente chiara”.
“Inoltre – ha detto ancora Callari – nella nostra regione dobbiamo confrontarci anche con il problema dei flussi di immigrati clandestini che attraversano il confine con la Slovenia e della sorveglianza sanitaria che bisogna organizzare nei confronti di queste persone, a salvaguardia – ha concluso – della salute di tutti”.

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