18/08/2022

Fu Carlo VI d’Asburgo nel 1719 a fondare il Porto Franco di Trieste, che oggi si celebra a 300 anni di distanza non solo per essere stato il centro motore della città e il porto dell’impero austroungarico ma perché il futuro di Trieste e del Friuli Venezia Giulia ancora si può innestare su di esso. A celebrarne fasti e futuro una serie di eventi, il primo dei quali si è solennemente svolto al teatro Verdi di Trieste grazie a Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Trieste, Autorità portuale, Camera di Commercio, Camera dell’Economia austriaca, ferrovie Öbb e il Consolato Onorario d’Austria a Trieste. Titolo dell’evento “Trieste Città-Porto: 300 anni di Porto Franco. Futuro commerciale e sviluppo urbano.

L’assessore regionale Graziano Pizzimenti, portando i saluti del governatore Fedriga, ha parlato di seconda giovinezza per il porto… dove il porto è la città e la città è il suo porto, dove il mare è sintesi di tradizioni, nautica, cantieri, turismo. IL porto di Trieste non è frutto del caso, la regione ha un ruolo importante e in quanto a cinesi e via della seta ben vengano gli investimenti – ha detto Pizzimenti – in un quadro di regole chiare e garantite dall’Autorita portuale che è ente pubblico. Essere esclusi da questa partita sarebbe sbagliato perché i traffici e gli investimenti verrebbero semplicemente spostati su altre aree.

Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio di Trieste e dell’Unione Camere di Commercio Italiane, ha ripercorso il ruolo dell’ente nelle vicende portuali fin dal 1882. A chi oggi ci vuole insegnare cosa fare- ha detto Paoletti- noi rispondiamo che agiamo nel rispetto delle leggi europee del commercio internazionale e che da 300 anni sappiamo fare il nostro mestiere. L’attivita portuale fa parte del Dna imprenditoriale di Trieste e questa citta, guardata con attenzione dall’intero Paese, sta vivendo il suo nuovo risorgimento .

Il sindaco di Trieste Roberto Di Piazza si è soffermato sulla Trieste multiculturale e multietnica, abituata a confrontarsi con gli altri e grazie ancora al porto Trieste sta correndo come nessuna altra città italiana. Di Piazza ha sottolineato il grande lavoro per il recupero del Porto Vecchio. Rotatorie, viabilita, nuovo Centro congressi che sarà pronto per Esof 2020 e il trasferimento del Polo Museale al magazzino 26.

L’avvocato Alberto Pasino dello studio Zonarelli ha tracciato un ampio excursus su storia e vantaggi dei 5 punti franchi del porto di Trieste che, dal 1947, con il Trattato di pace di Parigi, è porto franco internazionale quindi al servizio di più nazioni e non di una sola. I traffici avvengono in condizioni di eguaglianza per tutto il commercio internazionale. Franchigia doganale e incentivazione fiscale sono alla base sia per lo stoccaggio che per la trasformazione di merci in un ambito di attività che si allargano alla logistica, alle attività bancarie, direzionali, assicurative, formative ed educative. Il futuro del porto franco di Trieste passa- ha detto Pasino- attraverso efficienza amministrativa e chiarezza delle regole.

Il presidente dell’Autorità del Sistema portuale del Mare Adriatico Orientale Zeno D’Agostino , ribadendo i concetti dell’efficienza amministrativa e della capacità di risposta ad investitori sempre piuù sosfisticati che chiedono banchine, treni, intermodalità, interporti e dialogo con i sistemi continentali, ha ricordato che il porto è gestito da un’autorità del governo italiano, quindi nessun pericolo di svenditi ai cinesi o ad altri anche perche i 22 progetti europei al quali il porto partecipa confermano la grande importanza di questo bacino geografico

ZENO D’AGOSTINO (guarda il servizio video)

E sulla mancanza di motivi su cui preoccuparsi inerviene anche Stefano Visintin. Il presidente di CONFETRA FVG che rappresenta l’Associazione Spedizionieri del Porto di Trieste,l’Associazione Agenti Marittimi Friuli Venezia Giulia e l’Associazione Nazionale Terminalisti Portuali…

STEFANO VISINTIN (guarda il servizio)

L’Autorità portuale di oggi – ha spiegato il presidente Zeno D’agostino è centro motore di relazioni sociali, culturali ed economiche dove la figura centrale è l’uomo e dove l’obiettivo principale è creare lavoro stabile, qualificato, a condizioni migliorative, lasciando seguire l’alibi della flessibilità a coloro che non hanno idee sull’innovazione. Innovare- afferma D’agostino- è il comandamento non solamente nella tecnologia ma nel ruolo stesso dell’Autorita portuale, che guida lo sviluppo e vuole essere riferimento per l’Austria, la Slovacchia, la Cechia, l’Ungheria e altri apesi dove si stanno sviluppando importanti hub ai quali si chiede, anche con l’aiuto degli austrici già presenti da tempo, di poter partecipare anche con quote minime. l’Efficienza, la vision, unite a condizioni fisiche ideali ( per esempio la profondità naturale dei fondali del porto) hanno fatto di Trieste il primo porto italiano per traffico ferroviario ( quasi 10 mila treni all’anno) e primo porto per tonnellaggio totale, oltre che primo porto petrolifero del Mediterraneo . L’aggiornamento nel 2016 del piano regolatore, che risaliva al 1958, costituisce ulteriore garanzia per gli investitori.

Il vicepresdiente della Camera dell’Economia austriaca Jurgen Roth, accompagnato dal consigliere d’ambasciata Gregor Postl, che dirige gli uffici della Camera a Padova e da una folta delegazione imprenditori austriaci, ha sottolineato che le aziende austriache in Italia sono presenti con ben 450 filiali e che il valore commerciale dell’export con il FVG è di mezzo miliardo. L’interscambio Italia-Austria è cresciuto nel 2018 del 5,6%, sfiorando quasi i 20 miliardi di euro, con un buon bilanciamento tra importazioni ed esportazioni.

L’interscambio tra Fvg e Austria, ha fatto registrare nel 2018 una bilancia commerciale di circa 1,3 miliardi di euro, supportata da un’ottima performance delle esportazioni del Friuli Venezia Giulia verso l’Austria, con un aumento di circa 92 milioni di euro

Trieste era, è, e sarà… ha detto il presidente del Land Carinzia, Peter Kaiser, valutando la rilevanza della collaborazione tra Friuli Venezia Giulia, Veneto e Carinzia, grazie all’Euregio-Senza confini. Kaiser si è soffermato sull’importanza strategica del Corridoio Adriatico Baltico, nell’ambito del quale un corridoio doganale da Trieste verso Il centro logistico ALPLOG Carinthia di Fürnitz e viceversa potrebbe essere priorità delle le scelte politiche e noi per questot siamo pronti -ha detto Kaiser – come anche ad agire nel rispetto dell’ambiente.

In giornata sono stati sottoscritti due importanti memorandum of understanding tra dall’autorità ferrovie Öbb, Ferrovie italiane e Rail Cargo Austria. Oltre a Zeno D’Agostino per l’Autorità portuale e Andrea Mattha per Öbb presenti l’amministratore delegato Maurizio Gentile per RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e l’executive member del Consiglio di Amministrazione di Rail Cargo Austria Erik Regter,.

L’amministratore delegato delle ferrogie Öbb Andreas Mattha ha ricordato l’importanza strategica del potenziamento della Südbahn austriaca nell’ambito del Corridoio Adriatico Baltico che porterà dal 2026 a trasportare treni merci più lunghi verso trieste. Gia oggi con Trieste la Öbb detiene e, attraverso Rail cargo, il 45 per cento del traffico combinato in eccellente cooperazione con le ferrovie italiane. Andreas Mattha ha anche raccolto l’invito del Console Onorario d’Austria a Trieste Sabrina Strolego ha istituire un collegamento diretto ferroviario passeggeri tra Trieste e Vienna, come lo è con Venezia.

SABRINA STROLEGO (guarda il servizio)

Lagiornata è sta segnata anche da incontri BtoB tra imprese italiane ed austriache organizzati da Aries-Camera di Commercio Venezia Giulia, Advantage Austria con la collaborazione del Consolato Onorario della Repubblica d’Austria per il Friuli Venezia Giusta e il supporto di Öbb-Ferrovie austriache.

Una targa in ricordo della patente con la quale l’imperatore Carlo VI promulgò l’istituzione del Porto Franco di Trieste- è stata scoperta presso l’ingresso della Torre Lloyd- Sede dell’Autorità di Sistema Portuale di Trieste, La targa è stata promossa dall’Associazione Italia-Austria di Trieste in accordo con l’Autorità portuale del Mare Adriatico Orientale.

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