16/04/2024

All’artista Andy Warhol, personaggio tra i più influenti del XX secolo, si è soliti attribuire la famosa frase “in futuro tutti saranno famosi per 15 minuti”, una frase così simbolica da essere stata incisa sulle mura del New York Museum of modern art nel 1970 e, in tempi più recenti, da finire stampata su magliette, tazze e poster dedicati al genio della Pop art.

Santa Marizza di Varmo, nonostante tutti gli sforzi da parte di grandi scrittori che vi hanno eletto residenza come Sergio Maldini e Elio Bartolini (oggi il pilota Massimo Tammaro), con enormi abitazioni storiche per ospitare grandi eventi di carattere culturale e non solo, è ribalzata agli onori della cronaca come probabilmente non avrebbero mai voluto. Per mesi aleggiava il sospetto che l’avvelenamento da tallio nella famiglia Del Zotto potesse essere avvenuto in Friuli Venezia Giulia durante le vacanze estive, per colpa di un pozzo avvelenato, di escrementi di piccioni o veleno per topi, durante il periodo in cui sono tornati nell’abitazione d’origine che è utilizzata solo per brevi periodi l’anno.

Gli ultimi sviluppi della vicenda, con l’arresto del nipote delle vittime, il ventisettenne Mattia Del Zotto, fermato con l’accusa di aver ucciso il nonno, la nonna e una zia, somministrandogli solfato di Tallio in una tisana, ha finalmente allontanato le ern DSC02955preoccupazioni dei varmesi.

Un triplice delitto compiuto volontariamente dal giovane, arrestato nei giorni scorsi e che, messo di fronte ai terribili fatti, pur avendo confessato le sue azioni, non avrebbe manifestato alcun segnale di pentimento né di collaborazione nei confronti degli inquirenti, ma avrebbe spiegato di averlo fatto “perché impuri”.

Il macabro piano del giovane Del Zotto, sarebbe stato eseguito utilizzando dell’acqua minerale nella quale avrebbe sciolto il tallio, uccidendo i tre parenti. Quindi, adottando le medesime modalità con l’intento di sterminare anche i due nonni materni, altri due zii e la badante, meritando anche l’accusa di tentato omicidio, oltre a quella di omicidio volontario. Nella vicenda, però, ci sarebbero ancora tanti aspetti oscuri, ma proprio la complessa personalità del 27enne potrebbe aiutare a fare luce sui suoi intenti e su cosa realmente lo avrebbe spinto ad uccidere con estrema crudeltà parte della sua famiglia.

ern DSC02972In merito alla richiesta di una perizia sulla capacità di stare a giudizio, avanzata dalla difesa di Mattia Del Zotto, il killer del tallio, dopo i tre omicidi e i quattro tentativi di sterminare con la sostanza velenosa altri parenti, il gip del Tribunale di Monza Federica Centonze non ha acconsentito la perizia psichiatrica come richiesto dal suo avvocato. Anche la procura di Monza si era opposta alla richiesta di perizia, poiché gli stessi inquirenti avevano definito il De Zotto una “lucida mente criminale”.

Se da un lato ha rappresentato la fine di un incubo, la notizia dall’altro ha anche destato sgomento e giustificato dolore. Il nonno sopravvissuto avrebbe fatto capire come il nipote sia affetto da problemi psichici non comuni, in quanto già in passato aveva intravisto nel giovane un disagio molto evidente.

Problemi e disagi ne devono avere anche altre persone e tornando a Varmo (UD), il Sindaco Sergio Michelin ci ha raccontato che se da un lato è rincuorato dai risultati delle indagini che hanno allontanato da Santa Marizza i sospetti, dall’altro ha ricevuto una lettera anonima, non proprio beneaugurante. (nell’intervista video).IMG-20171218-WA0040

Marco Mascioli

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