25/02/2024

Diventa un caso l’ex macelleria di Variano, un edificio storico anche se non rilevante dal punto di vista architettonico, ma che trasuda storia documentata, essendo stato fin dal 1500 Casa di Vicinia, dove si riunivano gli anziani per decidere sull’andamento della comunita’ varianese. Il Consiglio Comunale, che vorrebbe abbattere l’ex macelleria nel quadro di una variante al piano regolatore per la sistemazione dell’area centrale della frazione di Variano, ha rigettato le osservazioni costituitesi a difesa dello storico edificio, con le quali si sottolineava il valore culturale della casa, il suo rilievo storico, simbolico ed etnoantropologico evidente e documentato. L’edificio “Ex macelleria” di Variano costituisce uno degli ultimi esempi rimasti di Casa della Comunita’ rurale (Casa della Vicinia o Casa del Comun) dove almeno a partire dalla seconda meta’ del Cinquecento i capifamiglia si riunivano per decidere assieme sulle più varie materie.
Il Comitato ha posto altresì l’accento sulla contraddittorietà della relazione tecnico-descrittiva  che accompagna il progetto: il Comune asserisce infatti che la variante non sarebbe intervenuta sul patrimonio culturale “in quanto gli edifici oggetto di demolizione non hanno alcun vincolo architettonico”: come dire che, siccome l’edificio non ha vincoli, non è patrimonio culturale.
Il caso “Ex Macelleria” ha assunto a livello regionale e nazionale con l’interessamento dei media locali, l’appello di docenti e ricercatori, del Coordinamento regionale della Proprietà collettiva e l’intervento dell’illustre fotografo Oliviero Toscani sceso in campo dai microfoni di Radio Radicale a difesa di questo simbolo della storia dell’antica comunità rurale.

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