31/03/2026

La scoperta archeologica di dieci imponenti rilievi rupestri dell’VIII sec.  a.C. raffiguranti il sovrano e i grandi dei d’Assiria nel sito archeologico di Faida (20 km a sud della  città di Duhok e 50 km da Mosul, Kurdistan iracheno settentrionale), nell’ambito del Kurdish- Italian Faida Archaeological Project, condotto dall’Università di Udine e dalla Direzione delle  Antichità di Duhok, è stata inserita fra le 5 candidature che concorreranno all’assegnazione della  6a edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” 2020, che verrà  consegnato il 20 novembre prossimo a Paestum, in occasione della XXIII Borsa Mediterranea del  Turismo Archeologico.

 L’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, intitolato all’archeologo  siriano che nel 2015 ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale del sito di Palmira, è  l’unico riconoscimento mondiale dedicato agli archeologi, che con sacrificio, dedizione,  competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di  studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio. Il premio è assegnato in  collaborazione con le testate giornalistiche internazionali media partner della Borsa: Antike Welt  (Germania), Archéologia (Francia), as. Archäologie der Schweiz (Svizzera), Current Archaeology  (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia); dal 2020 anche con British Archaeology (Regno  Unito).

Il progetto Kurdish-Italian Faida Archaeological Project-KIFAP è diretto da Daniele Morandi  Bonacossi e da Hasan Ahmed Qasim, rispettivamente per l’Università di Udine e la Direzione delle  Antichità di Duhok. Si svolge in una terra, la Mesopotamia del nord, cruciale per la storia rimasta  inesplorata per decenni a causa della complessa situazione politica che l’ha caratterizzata fino ad  anni recenti.   

Per l’Università degli Studi di Udine – dice il rettore  Roberto Pinton – è motivo di grande  orgoglio essere candidati all’ unico premio  internazionale di archeologia,  grazie all’impegno del team di lavoro  e al   ontinuo e determinato supporto dell’Università di Udine  e, aspetto di  assoluto rilievo, di un intero sistema regionale.

«La candidatura – sottolinea l’assessore regionale all’Università, Alessia Rosolen – conferisce  ulteriore prestigio all’Università e gratifica la Regione che ha sostenuto con convinzione questo  progetto. Concorriamo al premio assieme ad altre bellissime scoperte archeologiche fatte in  Cambogia, Israele e Italia. A settembre sarà reso noto il progetto vincitore. A prescindere dal  risultato finale, si tratta di un riconoscimento di spessore internazionale che costituisce un altro,  piccolo, significativo tassello al rafforzamento della dimensione internazionale dei nostri atenei».

«L’inserimento della scoperta dei rilievi assiri di Faida nella rosa delle candidature al premio  intitolato a Khaled Al-Asaad – sottolinea Daniele Morandi Bonacossi – è un traguardo molto  importante per il nostro progetto, frutto di una stretta collaborazione con i colleghi e le autorità  del Kurdistan iracheno e di una sinergia sistemica fra il nostro Ateneo, il Ministero degli Affari  Esteri, la Regione Friuli Venezia Giulia, la Fondazione Friuli ed ArcheoCrowd nella convinzione  condivisa che l’Università di Udine, sede del primo dipartimento in Italia dedicato alla storia e  tutela dei beni culturali, possa e debba competere con le più importanti istituzioni scientifiche  internazionali nella protezione e valorizzazione del patrimonio culturale dell’umanità».

«La Fondazione Friuli, che dal 2005 è a fianco del nostro Ateneo a sostegno dei suoi progetti di  ricerca archeologica prima in Siria e poi in Iraq – afferma il presidente Giuseppe Morandini – è  orgogliosa dell’inserimento dei rilievi assiri di Faida nella cinquina delle maggiori scoperte  archeologiche del 2019. Questo successo testimonia come l’Università di Udine, fermamente  voluta dalla popolazione e dalle istituzioni del Friuli nel 1978, abbia saputo crescere partendo  dall’alta formazione, dalla conoscenza e dai giovani e, con il sostegno dell’intero sistema  regionale, sia riuscita a proiettarsi ai vertici della ricerca scientifica e della cooperazione  internazionale».

«Il percorso di valorizzazione dei rilievi rupestri di Faida – spiega Francesco Zorgno, presidente di  ArcheoCrowd – è una delle sfide più importanti della ricerca archeologica degli ultimi anni. Questo  progetto è diventato un punto di riferimento anche per le modalità di finanziamento, che hanno  visto pubblico e privato fianco a fianco nel supporto dell’iniziativa. ArcheoCrowd è orgogliosa di  avere dato il suo contributo».

 Nei mesi di settembre e ottobre 2019, la missione congiunta italo-curda ha individuato presso il  sito archeologico di Faida dieci imponenti rilievi rupestri di epoca assira (VIII-VII secolo a.C.)  scolpiti nella roccia lungo un antico canale d’irrigazione di quasi 7 km di lunghezza. Il canale di  Faida, alimentato da un sistema di risorgenti carsiche, fu fatto probabilmente scavare dal sovrano  assiro Sargon II (721-705 a.C.) alla base di una collina. Oggi, il canale, che ha una larghezza  media di 4 metri, è quasi completamente sepolto sotto spessi strati di terra depositati  dall’erosione del fianco della collina. Dal canale principale si diramavano canali più piccoli, che  consentivano di irrigare i campi circostanti e di aumentare la produzione agricola della campagna  ubicata nell’entroterra di Ninive, la capitale dell’impero.

I pannelli rinvenuti sono imponenti, lunghi 5 metri e alti 2. La mitologia assira raffigurata sulla  roccia è un campionario significativo di divinità e animali sacri. Le figure divine rappresentano il  dio Assur, la principale divinità del pantheon assiro, su un dragone e un leone con corna, sua  moglie Mullissu, seduta su un elaborato trono sorretto da un leone, il dio della Luna, Sin, anch’egli  su un leone con corna, il dio della Sapienza, Nabu, su un dragone, il dio del Sole, Shamash, su un  cavallo, il dio della Tempesta, Adad, su un leone con corna e un toro e Ishtar, la dea dell’Amore e  della Guerra su un leone.

Con i rilievi di Faida, le altre quattro scoperte archeologiche del 2019 candidate per la vittoria  della 6a edizione del Premio sono: Cambogia, la città perduta di Mahendraparvata capitale  dell’impero Khmer nella foresta sulle colline di Phnom Kulen a nord-est di Angkor; Israele, a  Motza a 5 km a nord-ovest di Gerusalemme una metropoli neolitica di 9.000 anni fa; Italia, a Roma  la Domus Aurea svela un nuovo tesoro, la Sala della Sfinge; Italia, nell’antica città di Vulci una  statua di origine etrusca raffigurante un leone alato del VI secolo a.C. A novembre, oltre  all’International Archaeological Discovery Award sarà attribuito anche uno “Special Award” alla  scoperta archeologica che avrà ricevuto il maggior consenso dal grande pubblico attraverso la  pagina Facebook della Borsa, dal 1 giugno al 30 settembre 2020.

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