27/09/2022

TORINO – “Per la prima volta una sentenza riconosce un nesso tra l’uso scorretto del cellulare e lo sviluppo di un tumore al cervello”. Lo annunciano gli avvocati Renato Ambrosio e Stefano Bertone, dello studio legale torinese Ambrosio e Commodo.

Che i telefoni cellulari possano causare danni alla saluta non è una novità, se ne è parlato tanto, molti ci credono, molti no e molti più semplicemente non ci danno peso. Ora però non si può più fare finta di niente. Il tumore al cervello può essere causato da un uso scorretto dei telefoni cellulari e a sentenziarlo ufficialmente è stato il tribunale di Ivrea che ha condannato l’Inail a risarcire tramite un vitalizio da malattia professionale un dipendente di un’ azienda che per 15 anni ha passato più di tre ore al giorno al telefono senza le dovute precauzioni.

La sentenza è del 30 marzo ma è stata resa nota solo oggi.

“Speriamo che la sentenza spinga ad una campagna di sensibilizzazione, che in Italia non c’è ancora”, afferma l’avvocato Stefano Bertone. “Come studio – aggiunge – abbiamo aperto il sito www.neurinomi.info, dove gli utenti possono trovare anche consigli sull’utilizzo corretto del telefonino”.

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