02/12/2022

E’ un appuntamento importante, un vero fiore all’occhiello per tutti gli appassionati di musica e di quella da camera in particolare che viene portato avanti dai Solisti Veneti diretti da maestro Claudio Scimone, che sono una delle eccellenze italiane in campo artistico.E anche quest’anno, con un programma di grande pregio, per il 47° anno ci sarà il Veneto Festival, con una serie di appuntamenti che inizieranno dal 5 maggio fino al 27 settembre
Il “Veneto Festival”, nato nel 1970-anno bicentenario della morte di Giuseppe Tartini, -il leggendario “Maestro delle Nazioni” violinista, compositore, filosofo e matematico- ha l’esplicito obiettivo di evidenziare l’influenza della cultura veneta sull’intera civiltà musicale europea e coniuga da sempre un duplice intento: mettere a contatto il grande repertorio musicale veneto con le opere d’arte del territorio, rivelandone gli intrinseci legami, riscoprendo e promuovendo il più ampiamente possibile tale straordinario patrimonio musicale, sia noto che inedito, nonchè eseguire opere contemporanee, molte delle quali scritte espressamente per “I Solisti Veneti” e a loro dedicate.

Al Festival, accanto a “I Solisti Veneti”, sempre presenti anche individualmente come acrobatici e comunicativi solisti delle opere in programma, partecipano annualmente solisti e cori di rilievo mondiale, invitati a celebrare con magnifica grandezza quella straordinaria eredità artistica e spirituale veneta che è inestimabile tesoro del “Festival” sin dalla sua fondazione.

Il calendario è decisamente ricco calendario di ben 25 concerti nei quali si intrecciano e sviluppano suggestioni culturali, collaborazioni prestigiose e occasioni uniche, quello che caratterizza il “Veneto Festival” 2017, dal titolo “Musica, arte e architettura dal Veneto al mondo”, nel segno dell’ ideale veneto dell’unità delle arti, che prevede manifestazioni in tutti i capoluoghi del Veneto e in luoghi d’arte di tutto il Nord Est e dell’Umbria e si inaugurerà ufficialmente a Padova la sera del 12 maggio nella Chiesa degli Eremitani con due eccezionali capolavori sacri: la Große Messe in do minore K 427 per soli, coro e orchestra di Wolfgang Amadeus Mozart, l’ opera religiosa più grandiosa del compositore e – in prima esecuzione in tempi moderni – il mottetto inedito Tubae et Tympana sonate per soprano, coro e orchestra di Ferdinando Bertoni all’epoca notissimo compositore di opere (sua paradossalmente è l’Aria finale del primo atto dell’ “Orfeo” di Gluck) nonchè, fra l’altro, Maestro di Cappella a San Marco e organista a Santa Giustina in Padova.

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