11/05/2021

Moderata iniezione di fiducia per le imprese del terziario, percezione che tuttavia non trova riscontro nell’economia reale, messa in discussione dal mediocre livello dei ricavi e dalle difficoltà nel rispettare gli impegni a livello finanziario. Si fa sempre più allarmante la stretta creditizia, che tocca livelli mai rilevati da quando è in linea l’osservatorio.

Clima di fiducia
Gli ultimi tre mesi del 2013 regalano una timida iniezione di fiducia alle imprese del terziario del Friuli Venezia Giulia, leggermente ottimiste circa l’andamento generale dell’economia italiana anche più di quanto non si registri a livello nazionale, dove pure è possibile cogliere segnali positivi.

L’indicatore relativo ai mesi di ottobre, novembre e dicembre sale a 22,8 rispetto al precedente 20,0 con un outlook quanto meno di stabilità, se non di un ulteriore lieve innalzamento (33,9 su 33,5).

L’andamento della propria attività nell’ultima parte del 2013 è giudicato stabile dagli stessi imprenditori, evidenza che deve necessariamente essere accolta come un primo segnale positivo se si considera il progressivo deterioramento dell’indicatore che aveva segnato puntualmente ogni trimestre da oltre un anno e mezzo.

L’accenno di modestissima ripresa in termini di fiducia nelle possibilità della propria impresa è confermato anche in vista del breve periodo (39,0 su 38,1).

Situazione congiunturale
I timidi segnali di ripresa della fiducia non trovano riscontro nell’economia reale, con i giudizi relativi all’andamento dei ricavi in flessione secondo gli imprenditori del terziario del Friuli Venezia Giulia nell’ultimo scorcio del 2013. Tale percezione si verifica da ormai cinque trimestri e, sebbene mostri un leggero rallentamento della dinamica negativa, si presenta ancora una volta peggiore rispetto alla situazione rilevata a settembre (29,6 su 30,3) rendendo necessario attendere tre mesi per un accenno di inversione del trend.

In uno scenario generale che fa registrare i più alti livelli di disoccupazione fin qui mai riportati a livello nazionale, gli imprenditori della regione giudicano la situazione nel proprio territorio ancora preoccupante ma pressoché stabile (38,1 su 38,5), pur continuando questa a lanciare ripetuti segnali di allarme, specialmente per quel che riguarda l’immediato futuro (41,2 su 42,2).

L’abbassamento dei prezzi abitualmente applicati dai fornitori appare un fenomeno che non  interessa esclusivamente il Friuli Venezia Giulia (è così anche a livello nazionale). Nello specifico si assiste ad una nuova diminuzione degli stessi (38,0 su 36,8) e se si considera che tale scenario si verifica per il terzo trimestre consecutivo si rischia di dover interpretare l’innalzamento dell’indicatore come una possibile anticamera di un periodo di deflazione.
Si accorciano ancora leggermente i tempi di pagamento da parte dei clienti delle imprese del terziario. L’indicatore congiunturale passa dal 31,2 registrato a settembre all’attuale 31,9. La situazione in vista dei mesi di gennaio, febbraio e marzo è destinata a confermare la tendenza attuale (44,2 su 42,7).

Fabbisogno finanziario
Le difficoltà delle imprese del terziario operative nel Friuli Venezia Giulia nel rispettare i propri impegni a livello finanziario non accennano ad arrestarsi. L’indicatore congiunturale al dicembre 2013 scende a 53,4 contro il precedente 55,6, sesta flessione consecutiva e preludio ad un nuovo declino in vista dei mesi di gennaio, febbraio e marzo (40,0 su 41,1).
Si mette in evidenza come, tra le imprese che sono riuscite a fare fronte al proprio fabbisogno, due su tre hanno incontrato un qualche genere di difficoltà. Allo stesso tempo cresce la percentuale di coloro che hanno dichiarato di non essere riusciti ad affrontare i propri impegni, raggiungendo ora quota 20,3%.

Razionamento del credito
Impercettibile la crescita della domanda di credito delle imprese del terziario del Friuli Venezia Giulia nel quarto trimestre 2013. La percentuale di quelle che si sono rivolte alle banche per chiedere un fido, un finanziamento, o la rinegoziazione di un fido o di un finanziamento esistente, si attesta attorno al 21,3%, non distante dal 20,8% registrato a settembre.

Si fa sempre più allarmante la stretta creditizia che tocca livelli mai rilevati prima da quando è in linea l’osservatorio.
A fronte di una sostanziale invarianza della cosiddetta area di stabilità, ovvero la percentuale di coloro che ottengono il credito con un ammontare pari o superiore rispetto alla richiesta (38,6% su 38,0%) si assiste difatti ad un incremento dell’area di irrigidimento, corrispondente alla quota delle imprese che si sono viste accordare un credito inferiore rispetto a quello richiesto e delle imprese che non se lo sono viste accordare affatto (39,8% su 38,4%).

In questo scenario, peggiorano ancor di più tutte le valutazioni circa le condizioni generali del credito, ad eccezione di quelle relative ai tassi di interesse, giudicati stavolta in miglioramento rispetto a quanto registrato a settembre.
Complessivamente, peggiora anche la percezione degli imprenditori con riferimento ai costi dei servizi bancari in generale.
 
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Nota metodologica
L’Osservatorio sull’andamento delle imprese del terziario del Friuli Venezia Giulia è basato su un’indagine continuativa a cadenza trimestrale effettuata su un campione statisticamente rappresentativo dell’universo delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi della regione (1.536 interviste a buon fine). Margine di fiducia: +2,6%. L’indagine è stata effettuata dall’Istituto di ricerca Format Research, tramite interviste telefoniche (sistema Cati), nel periodo 9 – 28 gennaio 2014.

La posizione della Regione FVG con l’intervendo del vice governatore Sergio Bolzonello.

  Udine, 19 feb – “I dati presentati   da Confcommercio FVG recano una serie di indicatori che ci permettono di ragionare in
termini propositivi, e non di difesa; sulla base di questi numeri possiamo infatti dire che oggi è possibile rilanciare, e
immaginare strategie non conservative, ma di sviluppo significativo”.

Lo ha affermato il vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello, intervenuto a Udine, nel palazzo dell’Amministrazione, all’illustrazione dell’esito dell’indagine sull’andamento dell’economia del Friuli Venezia Giulia, secondo gli imprenditori, che era riferita all’ultimo quadrimestre del 2013, ed è predisposta Format Ricerche, per conto della
Confcommercio regionale.

Bolzonello, nell’occasione, ha rimarcato che l’obiettivo di rendere competitivo l’intero ‘sistema Friuli Venezia Giulia’
potrà dare ricadute positive a tutti i settori dell’economia, e all’intera comunità regionale.

Per perseguire questo disegno, la Giunta regionale si è mossa in termini complessivi in questi primi nove mesi di attività, impegnandosi, nell’agire per contrastare la crisi, a evitare di intervenire distintamente per ogni singolo comparto.

E i primi risultati già si intravvedono, come ha evidenziato il Vicepresidente, nei dati illustrati oggi da Confcommercio.

“Che sono tra l’altro il frutto – ha affermato – dell’iniezione di oltre 250 milioni di euro all’intero sistema economico e del lavoro, a fronte della crisi: un investimento che in tempi come quelli che stiamo attraversando non rappresenta certamente una entità banale”.

Nel frattempo, ha soggiunto, la Regione sta lavorando sulla riorganizzazione dell’intero comparto delle finanziarie e del
credito.  

E, superata la fase dell’analisi, sta rivedendo l’operatività di Mediocredito, Friulia e Finest, anche con il cambio di governance effettuate.
Mentre il Frie si sta dimostrando uno strumento adeguato al comparto.

Il prossimo passaggio della riforma del sistema degli enti finanziati della Regione riguarderà i Confidi, anche andando in
contrasto con il sistema bancario: perché vanno alleggerite le procedure del credito.

A tale proposito, l’Amministrazione sta altresì delineando il Piano di sviluppo industriale, che prevede interventi inerenti
sugli stessi Confidi, sulle Asdi, sui Consorzi.

Per ultimo, ma non perché gli debba essere assegnata minore rilevanza, Bolzonello ha anticipato il disegno della Regione di creare un unico Distretto agroalimentare del Friuli Venezia Giulia, sull’esempio di quello di San Daniele, che è totalmente gestito dai privati, ed è improntato sul sostegno alla ricerca e all’innovazione.

Il percorso intrapreso dalla Regione  e ricordato da  Bolzonello, è stato apprezzato dal presidente di Confcommercio FVG, Alberto Marchiori, soffermatosi a commentare con favore in particolare l’ipotesi di un unico distretto agroalimentare:
strumento che potrà permettere all’intero comparto di fare sistema.
 
fonti:
ufficio stampa confcommercio
ARC Agenzia Regione Cronache

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