13/05/2024

ernIMG_0146Il Gruppo Terna è proprietario in Italia della Rete di Trasmissione Nazionale di energia elettrica con oltre 72.000 km di linee in alta tensione su tutto il territorio nazionale. Terna ha la responsabilità di sviluppare la rete dell’Alta Tensione per migliorare la sicurezza e l’efficienza e ridurre il costo per imprese e cittadini. Terna è anche responsabile, 365 giorni l’anno, 24 ore su 24, della trasmissione e del dispacciamento dell’energia e quindi della gestione in sicurezza dell’equilibrio tra la domanda e l’offerta di energia elettrica nel paese. Quotata alla Borsa Italiana dal 2004 la Società provvede alla manutenzione e allo sviluppo della rete elettrica nel rispetto dell’ambiente, coniugando competenze e tecnologie per migliorare l’efficienza. Il Gruppo Terna è una realtà di eccellenza europea con oltre 3700 professionisti impegnati quotidianamente nella sicurezza del sistema elettrico nazionale. La Società è responsabile della programmazione, sviluppo e manutenzione della Rete, coniugando competenze, tecnologie e innovazione in linea con le best practices internazionali.

PERCHÉ SERVE REALIZZARE l’OPERA

Terna ha pianificato la realizzazione di un elettrodotto in doppia terna a 380 kV tra le stazioni elettricheernNew_and_old_electricity_pylons di Udine Ovest e Redipuglia con l’obiettivo di migliorare la sicurezza di esercizio del sistema di trasmissione primario nel Nord Est del Paese, ridurre i vincoli sulla produzione locale attuale/previsionale e sulla importazione dai Paesi dell’Est Europa, garantire maggiori margini di stabilità di esercizio della rete predisponendo le basi per rafforzare la rete sul confine Nord Est.

In stretta correlazione con il nuovo elettrodotto, e funzionale a migliorare l’alimentazione e la sicurezza locale, è prevista la realizzazione di una nuova stazione elettrica 380 kV denominata “Udine Sud”, alla quale sarà collegato in entra – esce il futuro elettrodotto in doppia terna a 380 kV tra Udine Ovest e Redipuglia nonché la porzione di rete 220 kV afferente.

Il riassetto della rete in programma, consistente nella dismissione di 110 km di elettrodotti aerei esistenti, renderà possibile razionalizzare la rete con evidenti benefici ambientali, pur nel rispetto degli obiettivi di continuità, affidabilità, sicurezza e minor costo del servizio elettrico. L’intervento di sviluppo, inoltre, consentirà di aumentare la capacità di import dai Paesi dell’Est Europa.

Queste le prime righe di quattro pagine che sono state pubblicate sul quotidiano locale, suppongo a pagamento, da parte della società partecipata dallo Stato, che ormai si spaccia come multinazionale, ma in concreto gestisce in regime di monopolio legalizzato la rete elettrica di tutta nostra Penisola. In verità le quattro pagine riportano tutte le località che sono interessate all’asservimento, anche se alle volte si parla di esproprio, termine assolutamente inappropriato nei confronti di un’azienda che comunque dovrebbe essere privata. Solo un ente pubblico può espropriare per questioni di pubblica utilità, quindi la proprietà passa di mano, mentre nel caso di asservimento, la responsabilità in ogni caso rimane in capo al legittimo proprietario. Questo è solo uno dei tanti aspetti preoccupanti della vicenda, dato che non devono piantare un segnale di STOP sui terreni altrui, bensì tralicci ad altissima tensione, pesantissimi e con cavi che potrebbero tagliare in due un condominio.

Sul fatto che si tratta di un lavoro di potenziamento utile per le industrie della zona di Udine, appare quantomeno strano dato che le aziende principali non si trovano certo a Basiliano (vera destinazione della linea che loro si ostinano a chiamare Udine Ovest) e mentre molte aziende chiudono o si trasferiscono all’estero, loro asseriscono che abbiano maggior bisogno di energia.

Altra stranezza quella di voler a tutti i costi realizzare una linea area, con tralicci enormi, mentre in tutto il mondo e anche in Italia (Friuli Venezia Giulia escluso), si rimuovono i tralicci esistenti per sostituirli con linee interrate. Più sicure, di facile manutenzione, senza alcun impatto per l’ambiente, soprattutto dal punto di vista estetico. Questo avviene in Piemonte, Toscana, Sicilia e Calabria, mentre in Friuli nessuno si preoccupa del rispetto del territorio e distrugge liberamente la visione delle dolomiti.

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Leggendo bene il prologo si apprende anche per quale motivo non siano propensi a realizzare nuove centrali a energia solare o idroelettriche, dato che non mancano certo gli spazi a ovest di Udine: devono importare l’energia dalla Slovenia. Le centrali nucleari producono tutta l’energia che vogliono e noi paghiamo la Slovenia per la fornitura, quando nel contempo siamo comunque a rischio nel caso d’incidente alla centrale nucleare di Krško, dato che si trova a meno di duecento chilometri da Pordenone. Sembra per altro che l’ultimo blocco per guasto e rischio di perdite dal nucleo risalga a pochi giorni fa (17 febbraio 2017 ore 8.30). Aver espresso parere contrario all’installazione di centrali nucleari in Italia per poi voler attingere da quelle della confinante Slovenia, mi sembra veramente assurdo.

I sindaci continuano la battaglia a suon di ricorsi e nonostante le condivisibili vittorie, vedono sempre l’imperterrito procedere dei lavori: nuovi tralicci come funghi. Palmanova, Mortegliano, San Vito al Torre, Trivignano Udinese, Basiliano, Pavia di Udine e Lestizza ritengono la delibera del Consiglio dei Ministri del 10 ottobre 2016 e il conseguente nuovo provvedimento di Valutazione di impatto ambientale di sospetta illegittimità.

Centoventi piloni, alti oltre sessanta metri. Fa venire i brividi solo pensare sia stata proposta dal Ministero dell’AMBIENTE e della TUTELA del TERRITORIO e del MARE. Le parole di Terna suonano come proclami, anzi réclame e giacché ormai siamo abituati, nessuno le prende seriamente in considerazione: risparmio sulla fornitura di energia? Certo non per l’utente finale!

Nell’intervista Geremia Gomboso, sindaco di Lestizza ci racconta le ultime vicissitudini per salvaguardare la regione Friuli Venezia Giulia dallo scempio messo in atto da questa triade costituita da elementi (Terna, Giunta regionale e Governo nazionale) legati insieme da un particolare rapporto di interessi che non sembra coinvolgere i cittadini italiani.

Marco Mascioli

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