17/06/2024

Per far fronte al pericoloso dissesto della Banca Popolare di Vicenza, imputato alla cattiva gestione della precedente dirigenza, sarà necessario il salvataggio pubblico. Il danno prodotto dalle vecchia gestione ammonterebbe almeno a due miliardi di euro e sono chiamati a renderne conto l’ex vertice della banca, a partire dal presidente Gianni Zonin e dall’ex direttore generale, Samuele Sorato, con il coinvolgimento di 32 tra ex amministratori, sindaci e dirigenti. Nell’ultimo triennio La banca vicentina ha accumulato perdite per 4 miliardi. Tra le righe dell’atto di citazione, riprese dal quotidiano “IL Gazzettino” si legge che Zonin “…si è reso responsabile (insieme ad altri) di una gestione censurabile e per anni ha difeso una governance inadeguata e fallimentare”, e che per vent’anni è stato “il vero e proprio dominus della banca”…”sostenuto da un gruppo di consiglieri e sindaci a lui particolarmente legati”. L’azione di responsabilità promossa dai nuovi vertici è contenuta nell’atto di citazione depositato ieri al Tribunale di Venezia. IL dissesto si deve ad operazioni riguardanti fondi esteri, compravendite di azioni, finanziamenti a clienti in cambio di acquisti di azioni della banca e crediti concessi senza garanzie.

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