10/06/2024

Dal 21 al 24 luglio ci sarà la sagra di Sant’Anna, organizzata dalla Pro Loco Rivolto (di Codroipo). Innegabile che il paese di Rivolto è famoso principalmente per ospitare le Frecce Tricolori con il loro aeroporto dal quale la Pattuglia Acrobatica Nazionale, in questi fine settimana estivi, parte per raggiungere le località di tutto il mondo dove esibirsi. Sabato e domenica la P.A.N. sarà a Lignano per la manifestazione aerea. Rivolto, però è anche un luogo speciale, storicamente importante come castelliere, con un duomo che pare una basilica, con reliquie e opere meritevoli di attenzione.

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La sagra di Sant’Anna (Madre Santissima di Consolazione) in verità è dedicata alla Madonna della Cintura. Questa è una storia che merita un approfondimento, per cui mi rimetto alle sapienti mani del dottor Pierino Donada. Sindaco di Codroipo (UD) negli anni ‘80, preside e dirigente del circolo didattico di Codroipo comprendente anche i comuni di Bertiolo, Camino al Tagliamento e Varmo, direttore del coro, autore di libri, ricercatore di storia friulana, grande esperto di religioni e appassionato di testi antichi. Grazie alla sua competenza possiamo comprendere, immergendoci nella storia di trecento anni fa, come mai la processione di Sant’Anna è l’occasione per una processione con la statua della Madonna della Cintura.
Quattro giorni di festeggiamenti, oltre la processione domenicale, in cui ci saranno diverse occasioni per festeggiare, mangiare, ballare, giocare e cantare, venerdì, sabato e domenica, per chiudere il lunedì sera quando CATINE farà uno spettacolo con la musica di Giuseppe Laganà.
La peculiarità della Sagra di Sant’Anna a Rivolto è sicuramente la birra artigianale friulana che rinfrescherà tutte le serate della sagra.

 

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Da tre secoli Rivolto (UD) celebra la festa della Madonna della Cintura.

Fra tre anni, cioè nel 2020, la chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo di Rivolto festeggerà i tre secoli dalla sua consacrazione, avvenuta il 4 luglio del 1720, ad opera del Patriarca Daniele Delfino, durante la visita pastorale, come ricorda una lapide ancora visibile, posta in alto nel coro dall’allora parroco Gio:Leonardo Calligaris.

Alcuni documenti che si trovano presso l’Archivio Arcivescovile di Udine, ci fanno sapere che fu proprio questo parroco ad introdurre a Rivolto, quasi trecento anni or sono, a partire dal 1724, la festa e la processione con la Madonna della Cintura, nell’ultima domenica di luglio, come si celebra tuttora con il nome di “sagra di sant’Anna”.

Ma perché la Madonna della Cintura? Un interessante documento di tre paginette manoscritte, sempre nell’Archivio Arcivescovile Udinese, redatto nei primi decenni del 1700, poco dopo la consacrazione della Chiesa di San Michele Arcangelo. Questo scritto ci fa conoscere la situazione della chiesa e la storia della Parrocchia di Rivolto di quel periodo, fu fatto stilare al notaio Pietro Capellari di Rivolto per incarico sempre di quel Parroco, Gio: Leonardo Calligaris. S’intitola: “Indice del stato della Pieve

di Rivolto, Lonca et Persereano sinceramente tratto da me infrascritto Nodaro da carte vecchie,s’attrovano nella canonica della suddetta Pieve, pregato dal molto R.do Sr. P. Gio; Lenardo Calligaris Pievano attuale di Rivolto ad perpetuam rei memoriam, come segue.”

Da esso veniamo a sapere che “La Chiesa Parochiale in Rivolto nel sito chiamato Cortina col titolo di San Michel Arcangelo” (cioè la chiesa precedente l’attuale, che era stata consacrata nel 1497 dall’allora vicario del patriarca Domenco Grimani, il vescovo Sebastiano Nassimbeni), disponeva di quattro altari:“(…): il maggiore di detto Santo titolare, ove stà parimente riposto il Venerabile Sacramento. L’Altare di S.ta Monaca. L’Altare dell’Ascensione della Maddona, et l’Altare di San Valentino Prete Martire.” C’era perciò, tra gli altri, un altare dedicato a Santa Monica, la madre di Sant’Agostino d’Ippona, e poi l’altare della Madonna, con la pala dell’Immacolata, ovvero altare dei Gabrielli, perché davanti ad esso, sotto il pavimento della chiesa, stanno le arche delle loro sepolture (il documento del notaio descrive questa ultima pala d’altare come “Ascensione della Madonna”).

Chi portò la Madonna della cintura a Rivolto? Avendo avuto la possibilità di conoscere un libro molto raro, della fine del 1500, possiamo tentare di dare una prima risposta. Il volume si intitola: “LIBRO DE LE INDULGENTIE & gratie spirituali Concesse da la Santa Sede Apostolica à la compagnia de’ Centurati di S. Agostino, unita insieme con la Arciconfraternita de la B. Vergine de la Consolatione di Bologna. Stampato à requisitione de’ Presidenti de la compagnia celebrata ne la Chiesa di santa Lucia di Vdine, de’Reuerendi Padri del’ordine di santo Agostino”, e risulta stampato “In Vdine, da. Gio. Battista Natolini, 1593”. In Friuli vi fu un convento di Agostiniani a Mereto di Tomba, i quali nel 1381, su invito del patriarca di Aquileia, si trasferirono a Udine, dove da alcuni benefattori fu fondato il loro convento che occupava un’area attorno alla chiesa di santa Lucia ed oggi è sede dell’Università di Udine. L’ordine agostiniano resterà presente a Udine fino al 1772, quando sarà soppresso dal Senato Veneto.

Sappiamo che l’Ordine monastico degli Agostiniani era nato dalla regola che il santo vescovo aveva dato ai suoi chierici di Ippona, per la loro vita in comune, così come avveniva in quel tempo anche ad Aquileia per opera di San Cromazio. Quella Regola si mantenne e fu ripresa dagli eremiti che nel XIII secolo s’ispirarono ad essa per regolare la loro vita monastica. La devozione a sant’Agostino era rimasta sempre viva in Italia, dove il santo è sepolto a Pavia. In questa città, fin dalla metà dell’VIII secolo si conserva il suo corpo, che fu fatto trasportare dalla Sardegna dal re longobardo Liutprando. Ciò ha costituito nei secoli successivi la base per le molteplici devozioni rivolte sia a lui che alla madre Santa Monica, alle cui lacrime si deve la conversione del figlio.

 

Per questo motivo troviamo abbinata la Vergine, come “consolatrice”, con santa Monica, il cui pianto fu ascoltato dalla Madonna che, secondo la leggenda, le apparve in abbigliamento rustico e molto semplice e le donò la cintura di cuoio che le cingeva la veste, chiedendole di portarla sempre ed invitando anche i fedeli che desideravano la sua consolazione materna a portarla.

La processione con la Madonna della Cintura.

Pochi anni dopo la consacrazione della nuova chiesa parrocchiale, nel 1724, alcuni giorni prima della festa di Sant’Anna, il già ricordato pievano di Rivolto Gio: Leonardo Calligaris inviava alla Curia patriarcale la seguente richiesta: “Illustrissimo Signor Patron Collendissimo. Perche possi havere l’augmento già ben principiato la Scuola, sive fraternità della SS. Madre di Consolazione di Rivolto, cura mia, et anch’io per devenire alli miei honesti fini, supplico la bontà di VS. Ill.ma donar à me favore d’estendere facoltà autentica in forma di levare una volta all’anno la figura della S.S.a di Consolazione, et quella processionalmente portarla attorno il distretto del loco di Rivolto. Se in ciò sarò esaudito dall’ill.ma curia, spero vantaggio per i ‘hanime. Non scrivo in estenso, perche so, che son capito. A’ caso mancasse qualche requisito, erratta corrigge; Circa poi della piccola spesa, non abbi riguardo, che sino all’ultimo quadrante sarà subito dato il compenso. Di tutto cuore La riverisco, e protesto. Di Vostra Signoria illustrissima

Devotissimo obligatissimo Servitore Gio: Lonardo Calligaris Pievano” Rivolto 15 Luglio 1724 PS.: il giorno [della processione], sarà, il giorno di S. Anna, Madre Santissima di Consolazione”. Ecco come nacque questa devozione che ritroviamo a Rivolto, forse influenzata in origine da qualcuno dei monaci agostiniani di Udine mediante la devozione a Santa Monica, alla quale i r ivoltesi eressero un altare, mentre alla Madonna della Cintura dedicarono la confraternita, e la spiegazione del perché qui abbiamo l’abbinamento con la festa di Sant’Anna, madre della Madonna ed invocata come patrona delle partorienti.

C’era talmente tanta partecipazione ed entusiasmo attorno a questa novità della processione con la Madonna della Consolazione che, circa settant’anni dopo si dovette regolare il compito dei portantini della venerata effigie, affinché non sorgessero questioni tra i tre paesi formanti la Parrocchia.

Infatti, davanti al Parroco Marc’Antonio Piccoli (quello che aveva fatto causa al Parroco di Codroipo per il quartese di Lonca), il giorno di domenica 29 luglio 1792 si riunirono i tre Degani, cioè i rappresentanti delle tre comunità di Rivolto, Lonca e Persereano e stabilirono, “per dar fine a tutte le differenze e dissensioni che con pregiudizio della vera divozione potessero insorgere, come talvolta per il passato furono suscitate all’occasione di eleggere quattro persone a portare l’immagine di Maria Vergine nella processione, che in cotesta Parrocchia si costumava fare il giorno di S. Anna, ed ora la domenica seguente”, con questo criterio: “che cioè nell’anno corrente le dette persone sian elette di Rivolto, nell’anno venturo di Lonca, e n terzo anno di Persereano, e così per sempre in avvenire un anno per comune col predetto metodo”.

Quanto siano poco perpetue le decisioni che gli uomini prendono “per sempre” ed anche in forma solenne, lo si ricava da una annotazione apposta sul retro del foglio, esattamente 100 anni dopo, dal Parroco don Giacomo Di Pascolo (che aveva fatto fare anche lavori “per la riforma delle nuvole della sedia della B. V. della cintura, nonché restauri, ritocchi e altro”), il quale scrive: “Nel 1891 toccava portare il simulacro della B. V della Cintura a quei di Passariano, aspettai ed anche li invitai a prepararsi per portarlo ma non si fecero avanti;. per cui dovetti trovare quattro di Rivolto. Spontaneamente dunque rinunciarono al diritto. D. Giacomo Di Pascolo – parroco.” Così terminò una tradizione e una contesa tra i tre paesi. “Cose di altri tempi”, si dirà. Certamente. Ma sono lo specchio dell’immutabile incostanza degli uomini e dell’effimera vanità delle cose. Ai nostri tempi invece, per risolvere anche il problema della scelta dei portatori, si è passati al trasporto su carro gommato della statua della B.V. e del pesantissimo basamento di legno scolpito che la sorregge.

Pierino Donada

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