18/05/2024

La vera riforma del pubblico impiego, inteso in senso lato, dalla sanità alle funzioni centrali e al Comparto Unico, deve passare per la valorizzazione del personale, messo a durissima prova, in tutti i settori, non solo dalla pandemia, ma anche dai tagli lineari imposti negli ultimi anni. A rimettere al centro il capitale umano con la sua professionalità è la Cisl Fp del Friuli Venezia Giulia, che a congresso ha rieletto alla sua guida, Nicola Cannarsa, alla presenza del nazionale Maurizio Petriccioli e della Segreteria della Cisl regionale.

“Quello che è evidente – commenta proprio Cannarsa – è come ci sia la necessità di dare una svolta del pubblico impiego non solo in termini di innovazione, ma anche di ripensamento dei modelli organizzativi, maggiormente capaci di premiare i dipendenti”. Quegli stessi dipendenti definiti “eroi” nella sanità e che oggi – si legge nel comunicato sindacale della Fp Cisl – scontano, anche in Friuli Venezia Giulia, il prezzo altissimo dell’inadeguatezza delle direzioni sanitarie nel dare il giusto riconoscimento alle professionalità. “Parliamo – incalza Nicola – di un sistema esausto, in perenne affanno, con una parte pubblica restia al cambiamento, all’innovazione, sempre più lontana dalla realtà delle corsie, trincerata dietro protocolli e diagrammi di flusso. E’ chiaro che di fronte a questo sconfortante quadro (i numeri delle criticità sono ormai noti) anche per il Sindacato occorrerà ripensare alla vertenzialità, non escludendo le azioni legali mirate”.

Un discorso – quello del riconfermato segretario – che non vale solo per la sanità pubblica, ma anche per quella privata, comparto peraltro scelto da moltissimi operatori sanitari, circa 200 al momento in Friuli Venezia Giulia, che proprio in queste settimane si stanno licenziando dalla sanità pubblica per approdare, a quella privata, con l’intento di poter finalmente esercitare in modo pieno e sereno la propria professione e con modalità meno pressanti rispetto a quelle imposte dal sistema ospedaliero pubblico, “sordo alle necessità professionali e personali”. “Posto che – afferma Cannarsa – che come Cisl Fp sosteniamo da sempre l’importanza della sanità pubblica, qualche domanda il sistema dovrebbe farsela. Quanto al privato, occorre impostare sin da subito un dialogo con la Regione sulle tematiche che riguardano le strutture, le relazioni con tra pubblico e privato, innalzando i livelli di tutela non solo salariale, ma anche in termini di rispetto delle normative contrattuali, spesso disattese”.

Tuttavia, la stessa attenzione al personale va risposta, come si diceva, in tutti i settori del pubblico impiego: così nel comparto delle Funzioni Centrali, gravato dalla pandemia e dal blocco conseguente di alcuni procedimenti amministrativi, ma anche da un’età media pericolosamente tendente ai 60 anni e da organici ridotti ormai all’osso, la cui decurtazione sfiora in Friuli Venezia Giulia anche il 50%; così nel Comparto Unico al quale è stato richiesto un imponente sforzo rispetto alle politiche di risanamento della finanza pubblica. E proprio sul Comparto Unico, Cannarsa si rivolge alla Regione: “Al tavolo negoziale spingeremo sull’innovazione, sulla realizzazione di un nuovo modello organizzativo, dando slancio al welfare contrattuale e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, ma anche ad una efficace programmazione e pianificazione per il reclutamento dei giovani, per sopperire le competenze specialistiche necessarie alle comunità territoriali e fermare l’emorragia già in corso di dipendenti, tecnici e professionisti, destinata ad aggravarsi ulteriormente per i pensionamenti all’orizzonte”.

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