27/09/2022

Le proposte per immettere forze giovani nelle attività di protezione civile sono stati i temi toccato mercoledì a Belluno dall’assessore regionale all’ambiente e alla protezione civile del Veneto Gianpaolo Bottacin. Illustrando la proposta di legge statale presentata in Consiglio regionale, di cui è primo firmatario, per promuovere l’istituzione del servizio civile o militare obbligatorio, quale modalità di difesa civile e militare dello Stato, l’assessore ha fatto presente che è ormai un dato di fatto che anche tra le organizzazioni di protezione civile più organizzate, come l’Associazione Nazionale Alpini, l’età media si sta progressivamente innalzando. Occorre quindi orientare le scelte dei giovani in questa direzione per poter contare su forze fresche, opportunamente formate. Anche le Forze Armate, che intervengono nelle emergenze, attualmente non hanno più i numeri che erano invece garantiti con la leva obbligatoria.

Si è quindi riproposta una problematica, già affrontata in Parlamento nel 2011 ma senza esito, che il progetto di legge intende affrontare rendendo obbligatoria la scelta tra servizio civile o militare per una durata di otto mesi, in maniera paritaria per gli uomini e le donne, da assolversi tra i 18 e i 28 anni di età. Per quanto riguarda il servizio civile questo dovrà essere svolto presso le associazioni nazionali o locali accreditate di protezione civile, che in Veneto sono 421. Il servizio civile o militare sarà svolto nella propria regione così da dare forza al territorio attraverso la messa a disposizione di energie umane che a quel territorio già appartengono e, relativamente al servizio di protezione civile, la formazione sarà programmata secondo modalità stabilite dalla Giunta regionale.

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