13/07/2024

La vicenda giudiziaria di Alessandro Calligaris, presidente di un’ azienda ai vertici in Italia nell’arredamento e già presidente di Confindustria Friuli Venezia Giulia, è simbolica per quella parte di imprenditoria che non accetta compromessi con l’illegalità. Calligaris e il suo braccio destro Pietro Paolo Santini escono a testa alta e con piena dignità di immagine da un percorso giudiziario, partito dalle accuse di frode fiscale, durato sei anni e durante il quale era anche scattata la prescrizione di reato. Calligaris l’ha rifiutata perchè l’obiettivo, centrato grazie all’attività dell’avvocato Giuseppe Campeis, non era quello del non doversi procedere per intervenuta prescrizione ma quello di assoluzione piena. Tutte le accuse impostate dalla procura udinese sono cadute, così ha stabilito la Corte d’appello di Trieste, superando, così, anche la richiesta di assoluzione della procura generale, perchè in base alla normativa in materia di elusione “il fatto non è previsto dalla legge come reato”.

A destare i sospetti della Guardia di finanza erano stati i contratti di stock lending (prestito di titoli) che Calligaris aveva stipulato tra il 2005 e il 2006 e che, secondo l’accusa, gli avrebbero permesso di inserire passività fittizie nel modello unico, sottraendo al fisco quasi 5 milioni di euro. La difesa ha confutato le  tesi accusatorie, dimostrando che nelle scritture contabili non esistevano documenti fasulli.

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