01/10/2022

di Gianfranco Biondi

Naturalmente , da latte friulano. E’ questo il nome dell’innovativo progetto che aggrega in società consortile, tredici realtà tra piccole e medie della produzione e trasformazione lattiero casearia in Friuli Venezia Giulia. Una società consortile che ha già vinto la sfida di convincere 13 produttori e,  già a partire dalla fine d’ quest’anno   attraverso una struttura professionale dedicata punta a trasformare e commercializzare quote sempre maggiori di prodotti lattiero caseari delle aziende consorziate.Dei tredici soci, otto hanno sede nell’ udinese e cinque nel pordenonese, con tre aziende operanti in zona di montagna .  Per obbligo statutario, tutti i soci  assicurano che almeno il 75% delle loro attività lattiero-casearie e delle loro lavorazioni è ottenuto da latte munto nel territorio regionale: in realtà, nel corso del 2021 tale quota è stata superiore al 90%. Le tredici aziende consorziate lavorano  con forniture alimentate da circa il 30% delle stalle attualmente in attività;  operano in tutti i settori, dalla raccolta alla distribuzione del latte, alle tradizionali latterie, ai caseifici specializzati nella stagionatura del formaggio, DOP Montasio in particolare.

 Questa nuova società consortile  non sarà l’ennesimo carrozzone, questa è la prospettiva,  perchè alte sono le asticelle chieste dalla regione Friuli Venezia Giulia per finanziare l’iniziativa con 18 milioni di euro. Aggregazione, compartecipazione dei soci al rischio di impresa, latte made in Friuli, creazione di siti produttivi centralizzati gestiti direttamente dalla società consortile , uno a Pagnacco per il trattamento e confezionamento del latte fresco, mozzarella, yogurt, stracchino ed altri prodotti del segmento freschi freschissimi. Altri due siti con tecnologie avanzate, posizionati nelle ex province di Pordenone e Udine, per l’elaborazione del formaggio stagionato mediante porzionamento, grattugia e confezionametno, stoccaggioe  distribuzione. Un piano industriale dettagliato che punta ad aggregare le aziende, ma  valorizzando   caratteristiche e tipicità dei prodotti,  per vincere la sfida di un mercato in evoluzione e per superare il sempre più grave sbilanciamento tra costi produttivi e remunierazione dei prodotti. La società consortile “Naturalmente, da Latte friulano”, metterà a punto una efficiente organizzazione per i servizi copndivisi, dal controllo di qualità del prodotto  alla sua certificazione, dal marketing, comunicazione e pubblicità alla commercializzazione, dalla formazione all’assist alle imprese consorziate per il miglioramento dei loro  equilibri finanziari, economici e patrimoniali.  Il progetto è stato illustrato non senza entusiasmo nella casa della Contadinanza, sul colle castellano di udine, con l’intervento dell’assessore regionale Stefano Zannier, del presidente della società consortile Narciso Trevisanut…,del progettista del piano industriale consortile Francesco Ciani, del presidente del consiglio regionale Pier Mauro Zanin, di sette consigliere regionali e dei produttori che fanno parte di questo nuovo corso.

Protagonisti di un Un primo passo che è, al tempo stesso, unasvolta storica rispetto al canonico individualimo imprenditoriale friulano.

La Pandemia ci ha fatto cogliere segnali di uno spazio possibile per l’aggreazione industriale – ha detto l’assesosre Zannier-  che ci potesse mettere  nelle condizioni di intervenire non più a caso  sull’intera fileira lattiero casearia ma a sostegno un progetto aggregativo reale per la trasformazione del prodotto, con nuove tipologie produttive e nuove forme di commercializzazione in una più ampia visione strategica sia produttive che di mercato… se è ancora vero che piccolo è bello, questo progetto creerà le condizioni per poter continaure essere piccoli ma grandi allo stesso tempo.

Tra i produttori assoicati, Renato Zampa della Cospalat ha voluto sottolineare come questo progetto sia un atto di fede in cui per primo ha voluto credere l’assessore Zannier, supportato da una straordinario impegno dei funzionari della direzione agricoltura, ai quali è andato più volte il ringraziamento. Stiamo creando uno strumento-ha detto Zampa- che può allontanarci dall’abisso, dalla situazione drammatica che vive la zootecnica e con essa il territorio, per i rischi di abbandono.

Un pregetto nato su diversi tavoli- ha detto Grancesco Ciani – che è riuscito ad aggregare i produttori perchè ha messo in luce i limiti degli orizzonti individuali rispetto ad una visione di assieme , in grado i di ottimizzare e razionalizzare i cicli di produzione, costi produttivi e le strategie di commercializzazione e di identificazione territoriale  del prodotto, in una declinazione di eccellenza per  qualità e tipicità.

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