14/05/2024

di Gianfranco Biondi

A quasi due anni dal suo varo, il 2024 sarà cruciale per il progettone “Naturalmente da latte friulano” che si pone l’obiettivo di trasportare in giro per il mondo, attraverso un lavoro di squadra, valori identitari e di qualità della produzione lattiero casearia del Friuli Venezia Giulia. Con un sostanzioso supporto della regione Friuli Venezia Giulia e il conferimento da parte delle 17 aziende lattiero casearie aderenti al progetto di almeno il 20 per cento del loro fatturato annuale, il nuovo consorzio “Naturalmente da latte friulano” si appresta a conquistare nuove fette di mercato a livello nazionale ed internazionale, con la scommessa di traguardare nel quinquennio i 40 milioni di euro di fatturato. Lo stato dell’arte del progetto è stato illustrato a soci in una serata di gala nella seicentesca villa Romano di Manzano, presentata da Gaia dall’Oglio e introdotta dal presidente del consorzio “Naturalmente da latte friulano” Carlo Tosoni.

A ripercorrere tappe e principi dell’impresa è stato un appassionato Francesco Ciani nel più volte applaudito ruolo di general manager del consorzio. Ciani ha parlato di obiettivi costruiti su una logica solidale, in direzione di una politica espansiva, studiati sulle aspettative dei consumatori, realizzabili grazie alla sintesi tra volontà istituzionale della regione e volontà di aziende che stanno dimostrando di guardare oltre il proprio ombelico, oltre quell’individualismo tradizionale che rende molto, ma molto, complicato il settore lattiero caseario.

Stiamo lavorando ad una macchina in grado di far correre di più e meglio le aziende. ha detto ciani-a per superare i limiti del detto “piccolo è bello”. Un grande lavoro si sta facendo su due pilastri: quello delle strategie di commercializzazione e della comunicazione e quello dell’ammodernamento e potenziamento delle strutture produttive delle aziende che, entro il 2024, porterà all’attivazione di quattro nuovi distretti produttivi e a nuovi prodotti, recuperando in parte anche latterie chiuse. A Gemona verrà prodotto il burro, finora prodotto residuale. A Moimacco nascerà il polo con la nuova sede della latteria di Cividale e un laboratorio per la produzione dello yogurt. A Remanzacco Ziracco entrerà in attività una linea di produzione delle creme spalmabili. A Pasiano di Pordenone sarà protagonista il formaggio stagionato, realizzato e porzionato secondo le tendenze del mercato attuale. Tutti prodotti che verranno conferiti al consorzio che ne curerà la commercializzazione sotto un unico brand. Lo stesso brand che marchierà anche la cinquantina di prodotti che caratterizzano individualmente le 17 aziende consorziate. Con questo progetto vogliamo remunerare- ha detto Ciani- la filiera del latte non per il semplice fatto che esiste ma per creare e garantire un valore economico aggiunto.

Rispetto alla realtà storica del settore lattiero caseario dominata dall’individualismo – ha sottolineato l’assessore alle risorse agro alimentari, forestali e ittiche del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier- questa idea poteva apparire inizialmente visionaria e folle ma la scommessa di superare certe logiche andava colta e supportata per rilanciare un settore identitario del Friuli Venezia Giulia, assicurandone la sostenibilità sociale…

Nel corso della serata, il momento topico è stato indubbiamente la presentazione del packaging di prodotto , già presente in alcune catene della grande distribuzione, studiato grazie ad un intenso lavoro di indagine e sintesi creativa- ha spiegato la responsabile della comunicazione del consorzio Donatella Azzaretti – basati sui principi del neuro marketing e sui tre parametri di riferiemento che identificano i prodotti: genuinità, passione e tradizione. Il nostro obiettivo è quello di coinvolgere il consumatore in modo profondo e autentico, nel gusto , nel tatto, nella vista e nell’olfatto. Un percorso sensoriale dal pascolo alla tavola, esemplificato da una originale fragranza per l’ambiente donata agli ospiti della serata e creata del maestro profumiere Lorenzo Dante Ferro, evocativa del fieno fresco, di fiori alpestri e prati stabili…Donatella Azzaretti ha anche ricordato la prima uscita ufficiale dei prodotti a marchio “Naturalmente da latte friulano”, avvenuta con la distribuzione gratuita in Emilia Romagna di 1000 razioni N ( prendendo spunto dalle razioni K), con la collaborazione degli alpini.

Sulla sfida commerciale che attende i prodotti d griffati “Naturalmente da latte friulano” si è soffermato Ivan Demma che, insieme a Cristian Lorenzutti di Lo.De. Food l’ha accettata. A parlare di progetto culturale oltre che economico, con visione di medio lungo termine negli interessi generali della regione, è stato Renato Zampa di Cospalat.

La sequenza degli interventi è stata conclusa con da Alberto Marcomini, scrittore e giornalista,Chevaler et maître fromager de France, conosciuto come il guro del formaggio, contento di apprendere che un progetto del genere rappresenti un qualcosa dove la squadra vince e non è poca cosa in un un paese, come l’Italia, dove è più facile riuscire a non fare squadra. L’evento si è concluso nei suggestivi ambienti di villa Romano con la degustazione dei prodotti di “Naturalmente da latte friulano”, accompagnata dalle note musicali in duetto del violinista Christian Sebastianutto e della violoncellista Francesca Favit.

Share Button

Comments are closed.